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Una manifestazione zoppa

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4 Dicembre 2006

Egregio direttore,

la recente manifestazione nazionale promossa dalla destra a Roma merita alcune osservazioni:

1) per la prima volta nella storia della nostra Repubblica la destra conservatrice e reazionaria (FI, AN e Lega Nord) registra un successo notevole portando in piazza a manifestare contro il governo di centro-sinistra vasti settori sia del ceto medio produttivo e professionale che degli strati popolari e giovanili delle aree metropolitane, delle periferie urbane e delle province influenzati e diretti dalla destra (in particolare dalle organizzazioni della destra nazifascista);

2) al successo nella mobilitazione sociale della destra corrisponde, tuttavia, un insuccesso nella capacità di aggregazione politica, poiché, di fatto, il distacco dell’UDC, che ha scelto di non partecipare alla manifestazione di Roma e ha organizzato una propria iniziativa a Palermo, ha reso evidente il fatto che la Casa delle libertà non esiste più;

3) le parole d’ordine che hanno caratterizzato la manifestazione sul terreno della protesta antifiscale, dell’anticomunismo viscerale e, in generale, dell’odio per il diverso – dall’immigrato extracomunitario, in particolare arabo-islamico, all’omosessuale e al transessuale – sono l’espressione di quell’“Italia profonda”, un tempo antigiacobina e sanfedista, poi fascista e mussoliniana, oggi populista, anti-antifascista e berlusconiana, che appartiene alla ‘lunga durata’ della storia di un paese che non ha conosciuto la Riforma, che è stato dominato dai preti e dagli stranieri e che, eccezion fatta per il Risorgimento e per la Resistenza, ha generato soltanto guerre civili e controrivoluzioni;

4) Forza Italia, con il suo tendenziale inglobamento di Alleanza Nazionale e della Lega Nord, conferma sempre di più la sua natura organica di incubatrice del fascismo, come indica anche il legame sempre più stretto, palesato dalle parole d’ordine della manifestazione di Roma, fra liberismo, nazionalismo e imperialismo;

5) il carattere eterogeneo e potenzialmente conflittuale, sul piano sociale, politico, ideologico e territoriale, dello schieramento formato dalla destra conservatrice e reazionaria richiede un forte collante, assicurato, almeno per ora, dalla figura di Berlusconi identificato quale “salvatore della patria”;

6) per il governo e la maggioranza di centro-sinistra la manifestazione di Roma è un campanello di allarme che indica, da un lato, la capacità di mobilitazione di un vasto blocco di opposizione sociale egemonizzato dalla destra e, dall’altro, la necessità di rinsaldare la coesione, garantire la determinazione e allargare la base di consenso dello schieramento democratico e popolare, imprimendo alla politica finora condotta dal governo un’autentica svolta sul piano della lotta contro la precarietà, dello sviluppo della ricerca e della formazione, del mantenimento e della estensione (e non del depotenziamento e della riduzione) dei livelli delle prestazioni sociali, della difesa dei diritti e della legalità democratica e di una chiara iniziativa di pace del nostro paese a livello internazionale.

Enea Bontempi

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