Varesini non fatevi ridere dietro
11 Giugno 2006
Egregi Signori,
Da tempo sto completando la mia ricerca sulla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Viggiù, iniziata nel 1989 dopo che essa era stata l’oggetto della seconda parte della mia tesi di laurea.
Uno degli aspetti fondamentaliu di questa mia ricerca è stato il reperimento di numerosi articoli sulla stessa SOMS apparsi sui giornali locali non solo varesini (e non unicamente la Cronaca Prealpina , oggi La Prealpina ), ma anche comaschi e dell’Alto Milanese.
Molti originali di questi articoli li ho potuti scaricare dal sito internet della Biblioteca Nazionale Braidense, ma mi sono accorto che né la Biblioteca Comunale di Varese, né tantomeno quella di Como hanno inseriti nei loro siti i periodici locali ( La Prealpina da un lato e La Provincia di Como dall’altro), ma hanno – anzi – mantenuta la versione in microfilm (ormai superata altrove), per cui diventa difficile per cih non risiede in loco consultare tali periodici, fermo restando che – in effetti – la consultazione on-line è (o, perlomeno, dovrebbe) essere riservata principalmente (si badi bene: non esclusivamente! ) proprio a coloro che non risiedono in loco, o che – risiedendo in loco – non sempre riescono a raggiungere le succitate biblioteche, o non hanno il tempo e lo spazio materiale per farlo.
Voglio citare un fatto. Attualmente presto servizio come operatore culturale presso il museo “p. Kino” di Segno, frazione del Comune di Taio (TN), la cui Biblioteca Comunale ha messo in rete numerose pagine ed articoli di cronaca locale. Sendo che potrei comunque potrei tranquillamente recarmici in qualunque occasione, ho da poco scaricati numerosi articoli proprio su p. Eusebio Francesco Chini, detto – appunto – Padre Kino, missionario, esploratore, geografo ecc. vissuto tra il 1645 ed il 1711, quasi sconosciuto (ma da poco riscoperto) nel nostro Paese, ma molto popolare oltreoceano.
Ora, mi fa specie che un Comune di 2750 abitanti quale Taio offra anche ai residenti un simile servizio, quando una città come Varese con 82809 abitanti (2006) non è in grado di fare altrettanto!
Desidero, dunque, invitare anche i varesini (e non solo le aiutorità) a svegliarsi una volta per tutte anche in campo culturale, se non vogliono essere etichettati ancora una volta come i classici “Sciuri Brambilla” attenti solo al portafoglio e a godersi la vita, ma non di darsi un’identità culturale ed una coscienza collettiva degne di questo nome.
Sentitamente,



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