“Vergogna”, Palaghiaccio
18 Luglio 2005
Egregio Direttore,
mi permetto questo sfogo relativamente al Palaghiaccio.
Esiste una rubrica su una televisione locale (Rete 55) che si intitola “vergogna”, all’interno della quale potrebbe forse trovare spazio anche un servizio sul Palaghiaccio.
Passato/Storia: in data 30/06 l’associazione sportiva A.S. Mastini consegna le chiavi della struttura del Palaghiaccio al Comune dopo aver dichiarato, il giorno 06/06, di non voler proseguire nella gestione della struttura in questione.
Nonostante i migliori propositi della nostra amministrazione comunale, il risultato qual è: battenti chiusi per la seconda stagione estiva consecutiva e piscine vuote dal 30/06, sembra, fino al 25/07.
Peccato, ma non basta …”vergogna”, come direbbe Rete 55, perché in data 12/5 l’associazione sportiva dilettantistica HAPPY SPORT TEAM, conseguenza, o meglio risultato di tutte le precedenti polisportive che all’interno del Palaghiaccio si sono sempre occupate del settore acqua, consegna all’ufficio protocollo del Comune di Varese una dichiarazione d’intenti, dove informa di essere disponibile affinché, già dal 01/07, la cittadinanza non subisca inutili ed ingiustificate chiusure. Nei mesi estivi, il settore acqua del Palaghiaccio ha sempre garantito un’apertura a 360° con le seguenti opportunità:
· 12 ore al giorno di nuoto libero 7 giorni su 7
· corsi di nuoto per bambini ( 3 – 14 anni )
· corsi di nuoto per adulti
· corsi di ginnastica in acqua
· prato esterno quale solarium,
· campo da beachvolley
Tutti questi servizi ed opportunità per i cittadini sono venuti a mancare, perché?
Ho assistito, con alcune colleghe, al consiglio comunale dell’11/07 il cui ordine del giorno prevedeva la deroga alle linee guida per la gestione degli impianti sportivi.
Da un lato elogi pubblici per la professionalità con la quale da anni svolgiamo attività di promozione allo sport, così come la intende l’assessorato di Varese: lo sport per tutti proposto da professionisti competenti e formati; dall’altro stupore. Siamo state infatti avvicinate, in quella stessa sede, dal Presidente della commissione sport della nostra città. Non sapeva nulla della questione relativa alla nostra associazione sportiva, dei numerosi soci e collaboratori che operano all’interno della struttura del Palaghiaccio da oltre un decennio.
Un’associazione di questo spessore, vanta pertanto tutte le competenze necessarie per essere interpellata in quella che è stata definita dall’amministrazione comunale una situazione d’emergenza, garantire cioè l’apertura estiva delle piscine e quindi il servizio agli utenti. Non ha mai ricevuto la dichiarazione d’intenti protocollata in data 12/06 ed indirizzata alla sua cortese attenzione, oltre che all’attenzione di sindaco e assessore allo sport.
Episodio sicuramente tanto triste quanto discutibile.
La Prealpina di mercoledì 13/7 riporta nell’articolo a pag.10 “Cittadella dello sport: squadre in campo a Palazzo Estense”… “Palalbani: si al nuoto d’estate”, la foto, che ritrae precisamente l’attimo dell’interessamento di questo consigliere, che avvicinatosi al gruppo di istruttrici dell’H.S.T. presenti, chiede chiarimenti.
Presente: la conseguenza di tutto ciò è che è stata interpellata una società sportiva esterna. Perché: questa società ha già in essere un contratto per la gestione di un’altra piscina, anch’essa di proprietà del Comune. Purtroppo non sono riuscita a trovare, neanche con l’aiuto di un legale, alcun riferimento formale che sancisca una precedenza di questo tipo, ma probabilmente non sono stata abbastanza brava.
Così come comunicato in sede di consiglio comunale questa società dovrebbe garantire il nuoto libero fino alla metà di agosto circa, poi chiusura per effettuare quei lavori relativi alle caldaie e ai filtri, per i quali la Regione ha già stanziato i fondi e per i quali gli operatori e gli utenti della piscina, già nel mese di gennaio, a seguito dell’articolo sulla Prealpina, avevano potuto festeggiare.
Ma allora mi chiedo:
· ha senso che per così pochi giorni di apertura, si parla del 25/7, una società si accolli spese che spaziano dal riempimento delle vasche, circa 800 metri cubi di acqua, al riscaldamento e disinfezione degli stessi? Non è che per caso otre al danno di non aver potuto utilizzare le piscine per 26 giorni, per i cittadini di Varese ci sia anche la beffa di dover pagare, seppure indirettamente, gli oneri relativi alla messa in funzione delle stesse? Non credo possa essere possibile, sapendo che si sarebbe potuto fare un passaggio più indolore, altrimenti…”vergogna”! ( ma non bagnate il vostro giardino, c’è crisi idrica!)
· D’altro canto spero che per giustificare questi costi, non si autorizzi comunque, contrariamente a quanto abbiamo sentito in consiglio comunale, letto sulla Prealpina, nonché udito con le nostre orecchie quale iniezione di speranza, l’associazione esterna che subentra, a gestire il nuoto libero per un periodo più lungo, magari a tutto settembre, facendo così slittare i lavori programmati al mese di ottobre. Sarebbe pertanto impedito l’avvio di una regolare stagione di corsi, con conseguente perdita di lavoro per numerosi istruttori e trasferimento forzato per tutti gli utenti presso altre strutture che possono garantire l’attività senza incertezze di sorte; certo è che per la società entrante sarebbe come vincere alla lotteria, non una, ma due volte consecutivamente! …”vergogna!”
Futuro/ Speranza: se la stagione estiva è stata tanto bistrattata, e noi dell’Happy Sport Team con lei, speriamo che almeno per la prossima stagione annuale (ottobre – maggio), l’amministrazione comunale, così come dichiarato dall’assessore allo sport, possa prendere le giuste decisioni, con ragionevole celerità affinché sia gli utenti che gli operatori sportivi, che campano di questo lavoro, possano trarre le proprie deduzioni ed operare per tempo le proprie scelte.
Preferisco continuare ad aver fiducia, perché esiste una virtù per la quale si attribuisce a ciascuno ciò che gli compete, piuttosto che smettere di cercare giustificazioni perché le decisioni sono dettate da criteri che non riesco a comprendere.



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