I veri eroi della nostra società non sono di certo i calciatori
19 Luglio 2021
Gentile redazione,
Va precisato subito che tutto il clamore suscitato dai recenti campionati europei di calcio, è stato sapientemente programmato e orchestrato dalla televisione di Stato, prima con decine e decine di spot televisivi e poi con notizie poste in prima pagina su tutti i telegiornali, arrivando ieri a replicare su RAIUNO, la finale della partita. Il tutto per business, per vendere spot televisivi e fare soldi, sulla pelle di ignari cittadini che al posto di preoccuparsi della diffusione del COVID 19 sono stati spinti a violare le elementari regole del distanziamento sociale. Adesso si tenta di correre ai ripari, sostenendo che anche i festeggiamenti di questi “eroi” a Roma non erano stati regolarmente autorizzati dal Prefetto. E intanto la curva della epidemia è tornata a risalire preannunciando l’arrivo del terza o quarta ondata. Anche “Famiglia Cristiana” ha ceduto al fascino dell’ipocrisia mettendo in prima pagina, la foto dei calciatori.
C’è poi qualcuno che avanza alcune riserve su questi eroi, quasi come novelli partigiani, che hanno dato lustro alla nostra nazione al pari di coloro che sono caduti sulle montagne per combattere il nazifascismo e che quando sfilarono a Milano il 25 aprile, sembravano straccioni e che non ebbero nessun compenso economico, se non delle misere briciole per tutto quello che avevano fatto.
Ma questi novelli eroi ricevuti in pompa magna dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio, appartengono a quella casta di super-privilegiati, che quando vengono ingaggiati percepiscono contratti milionari, l’equivalente da 100 a 1000 volte superiore di quanto un operaio riceve nel corso di tutta la sua vita lavorativa! Non solo sono di fatto già super pagati, ma in questa occasione hanno percepito 250.000,00 euro a testa, in barba a tutti gli italiani costretti a sopravvivere alla crisi economica o ai quei poveri immigrati disgraziati che per raccogliere la frutta o la verdura che poi noi compriamo al supermercato a prezzi stracciati, percepiscono pochi euro al giorno, in condizione di vera schiavitù.
C’è un articolo della nostra Costituzione, l’art. 36, che afferma: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Un articolo che dopo 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione è tutt’ora inapplicato proprio a causa di coloro percepiscono stipendi privilegiati, da capogiro, come coloro che sono stati considerati eroi in questi giorni!
Ma chi sono allora i veri eroi di questa società? Sono coloro che vivono con poco, che percepiscono salari da fame, fanno i salti mortali per arrivare alle fine del mese, non sono accecati dal consumismo perchè non possono, non vanno all’estero a fare vacanze perchè non hanno i soldi, fanno in silenzio il proprio dovere, campioni di una sobrietà non voluta, coloro che con tanta umiltà tengono in piedi questo Paese anche se considerati cittadini di seri B, i poveri, gli ultimi, quelli più amati da don Lorenzo Milani, priore di quella piccola parrocchia chiamata Barbiana, diventata dopo la sua morte famosa in tutto il mondo e che ha costretto 60 anni dopo la stessa Chiesa Cattolica a rimetterlo sull’altare, dopo averlo emarginato quando era in vita.
Quando il Presidente della Repubblica organizzerà per loro la stessa accoglienza, con tanto di attestato di benemerenza? Mai, non può, sono in troppi. Sarebbero milioni e milioni di persone cui non basterebbero nemmeno tutti gli stadi del nostro Paese a contenerli. Meglio allora gratificare quei pochi campioni di una competitività sfrenata, schiavi del mercato, in un gioco dove si manifesta anche una parte di quella stessa violenza che avevano i gladiatori dell’Impero Romano, coloro che violano apertamente, ma non solo i soli, la nostra Costituzione che invece ha come fondamento la solidarietà, la cooperazione, i diritti all’uguaglianza, la giustizia, diritti fondamentali di libertà e democrazia. Povera Italia, siamo proprio conciati male, se il potere ci costringere a festeggiare coloro che si dovrebbero biasimare! O forse, sono la casta di privilegiati che ha festeggiato altri privilegiati!
Non è certamente quell’Italia che hanno sognato quegli straccioni che a Milano festeggiarono pochi giorni dopo il 25 aprile del ’45!
Emilio Vanoni, Induno Olona



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