Vicenda Mucci-Caianiello: non sparate sui giudici
4 Luglio 2005
Sono della modesta opinione, e con me chissà quanti altri lo saranno, che l’assessore regionale di FI Massimo Buscemi avrebbe dovuto astenersi, nella pur lecita ed accorata difesa del suo amico Caianello, dall’analizzare gli aspetti e le conseguenze degli avvisi di garanzia in genere, indirizzando una filippica all’apparato giudiziario. Di gran lunga superiore è invece stato il comportamento del Caianello con la sua autosospensione e con la fiducia espressa nei confronti di chi esperirà le indagini a suo carico. A nulla può valere l’insistente richiesta del Buscemi affinché detta autosospensione venga ritirata, né l’appello rivolto a Berlusconi. Un intervento del Cavaliere potrebbe solo confermare la brillante attività politica del Caianello in seno a FI, non certo produrre, con questo, elementi che influiscano sull’estraneità o meno dell’indagato ai fatti contestatigli. Al massimo potrebbe avere l’effetto di attenuare la pressione politica. In quanto alla pressione giudiziaria, se essa è stata avvertita attraverso una pubblicità ritenuta avvilente, Buscami si sarebbe dovuto rivolgere piuttosto direttamente al ministro Castelli per i provvedimenti del caso, sempre che ne esistano i presupposti.



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