Violenti e attaccabrighe: qualcuno faccia qualcosa
13 Giugno 2005
Si resta davvero attoniti davanti a una morte così violenta..
Ancora di più quando si tratta di un ragazzo di 23 anni, ucciso nel paese dove viveva, davanti al bar dove lavorava regolarmente, sotto gli occhi degli amici..
Non vi è del razzismo gratuito quando accadono queste cose: chi vive a Varese lo sa benissimo che queste persone sono sempre le prime a creare tensione e problemi ai cittadini. E se ti azzardi ribellarti entri in un circolo vizioso dove vige la regola “se tocchi uno tocchi tutti” rischiando così di prenderti una coltellata dai parenti/amici per aver risposto agli innumerevoli commenti osceni sulla propria ragazza, per aver osato uscire con una loro ex-ragazza, per esserti ribellato a una tentata rapina.
Purtroppo i casi sono molti ma sui giornali fa notizia solo quando ci scappa il ferito o peggio ancora il morto.
La situazione a Varese sta degenerando come in altre città, dove nelle inermi forze dell’ordine (e forse anche nella figura dello Stato troppo permissivo nei confronti di queste persone) vi è riposta poca fiducia ed inevitabilmente si passa alla “giustizia fai da te” e alla “risposta della gente”, citata dal Ministro Castelli sul quotidiano locale in data odierna.
Si legge anche di una volgare strumentalizzazione, a ennesime sortite xenofobe e caccia all’immigrato.. Andate a raccontarlo al padre e alla ragazza di Claudio..



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