Le Acli in campo: votate e scegliete Ulivo
Il circolo Grandi rende pubblica una lista delle priorità: territorio, giovani, immigrazione, disagio e anziani
| Territorio, giovani, immigrazione, disagio e anziani. Sono le cinque priorità che le Acli di Gallarate individuano per il futuro governo della città. Il circolo Achille Grandi dice la sua in questa infinita campagna elettorale. E lo fa partendo dai progetti concreti che ritiene indispensabili per il miglioramento della qualità della vita. Temi sociali in primo piano, come é lecito aspettarsi da una associazione cattolica nata nel mondo del lavoro.
"La coalizione dell’Ulivo é quella che ha maggiori punti di assonanza con il fare associazionismo, formazione e offerta di servizi delle Acli" dichiarano gli aclisti. Una scelta di campo, per usare un termine oggi di moda, senza fraintendimenti. I lavoratori cattolici non hanno gradito le modalità di gestione della precedente amministrazione e non ne hanno mai fatto mistero. Ancora più negativo e ironico il giudizio su come quella giunta è terminata: "il licenziamento del sindaco Greco". Secondo le Acli la defenestrazione di Greco era stata calcolata per accomunare le elezioni del 13 maggio con quelle amministrative. Lo slittamento delle consultazioni al 27 maggio non toglie però dal piatto i temi caldi. Il territorio innanzitutto. La nuova amministrazione dovrà quindi farsi carico di promuovere il monitoraggio dei paramentri ambientali, di contrattare le modificazioni viabilistiche nel rispetto dell’impatto ambientale, di contrastare le speculazioni e di riqualificare le aree periferiche e i centri storici. Un accenno particolare é dedicato ai giovani. "Dopo la chiusura del centro autogestito di via Novara, nonostante le promesse dell’allora assessore alle politiche sociali Caianiello, non esiste più una struttura adatta allo scopo". Le Acli invocano la valorizzazione delle associazioni che operano già sul territorio. Esperienze che negli ultimi anni sarebbero state poco considerate. Anche sull’immigrazione le critiche alle politiche del passato sono forti. Il coordinamento fece una lunga battaglia per un centro di accoglienza, sempre ignorata dalla destra. Ora ribadisce quella richiesta e altre di supporto. Così come chiede che vengano attivate delle collaborazioni con il privato sociale per le aree di disagio. A questo scopo, sarebbe auspicabile anche la riduzione delle rette alla casa di riposo comunale, un tema più volte rimarcato in quest’ultimo anno e mezzo. Le Acli concludono con un monito: andare a votare e non rassegnarsi alla logica del più forte. |
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