Libertà di stampa o semplice polemica?
È in corso in questi giorni su noto settimanale locale una polemica nata da un’affermazione del primo cittadino
“Certo di averle esaurientemente risposto, la prego di comunicare quanto sopra ai cittadini cofirmatari senza la necessità di acquisto dei giornali cui lei si è pure rivolta”. Con queste parole il sindaco Pierluigi Gilli ha concluso la lettera con la quale ha risposto ai firmatari di una petizione recentemente arrivata in comune. In questa lettera i cittadini si lamentavano del fatto che un’icona religiosa dell’ex villa comunale Gianetti fosse utilizzata come sputacchiera e orinatoio. La lettera, firmata da un centinaio di cittadini, era indirizzata, oltre che al sindaco, anche ad alcuni giornali locali.
Le parole conclusive della risposta di Gilli hanno creato non poco scompiglio nell’ambiente giornalistico locale. Su un noto settimanale della zona, il giornalista che ha firmato l’articolo sulla questione dell’icona religiosa ha duramente commentato le parole del primo cittadino: “Resta il profondo sconcerto per quell’invito, neppure troppo velato, contenuto nell’ultima parte della lettera a rendere nota la risposta ai cittadini che avevano sottoscritto l’appello “senza necessità di acquisto dei giornali”. Continuiamo fermamente a credere che il ruolo della stampa, piccola o grande, nazionale o locale, sia quello di informare. E dove necessario criticare oppure denunciare. Anche se questo può voler dire “disturbare il manovratore” e la tranquilla “navigazione”.
Dure parole che non hanno certo lasciato indifferente il sindaco Gilli. La polemica non si è fermata e lo stesso primo cittadino ha scritto al direttore del giornale in questione: “Il giornalista ha interpretato questa frase come un "invito, neppure troppo velato… a non acquistare dei giornali" ed ha approfittato per parlare di "disturbare il manovratore" ed altre alte considerazioni sulla libertà di stampa. Questo giornalista ha ecceduto nello sforzo lodevole di introspezione ermeneutica”. Gilli prosegue spiegando che la sua frase sarebbe dovuta al fatto che “se bene si legge il mio scritto, senza pregiudiziali maliziose, ho semplicemente invitato la Cittadina a comunicare rapidamente agli altri sottoscrittori la mia risposta, senza che essi dovessero attendere di apprenderla con l’acquisto dei giornali a cui la missiva era pure diretta. Il giornalista, con spirito aretino più che fiorentino, ha colto al volo un’insperata occasione di polemica: gliene lascio ogni merito e risultato”.
Domani esce in edicola il noto settimanale e la polemica è destinata a proseguire: libertà di stampa, provocazioni, botte e risposte. Tutto ciò forse esce dal seminato di quello che è la notizia, ma per un giornalista decidere a cosa dare spazio fa parte del lavoro di ogni giorno. Come la scelta di redigere quest’articolo e lasciare così l’opinione ai lettori: libertà di stampa o semplice polemica?
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