Antenne, lo Stato imbavaglia i comuni
Con l'entrata in vigore del decreto legislativo Gasparri viene stravolto il ruolo delle singole amministrazioni comunali. Ridotti i tempi di intervento dell'Arpa per i rilievi sul territorio
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Le antenne di telefonia mobile sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica? E sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale? Sì, secondo il decreto legislativo 4 settembre 2002, n.198, meglio noto col nome di "legge Gasparri". Il testo del provvedimento, divenuto legge solo qualche giorno fa, autorizza di fatto i gestori di telefonia mobile a posizionare impianti fissi «anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento», come recita l’articolo 3, così da far perdere agli enti locali ogni potere di programmazione. E’ bene far notare, per la gioia dei salutisti, che la legge non cambia i parametri riguardo l’entità delle emissioni come previsto dal Decreto Ronchi. Tuttavia si tratta di una norma che impone alle amministrazioni locali la disciplina della materia, sottraendo ai comuni la possibilità di decidere se e dove posizionare gli impianti, in barba a qualsivoglia concetto di federalismo. |
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