Il rettore Dionigi si dimette: «Non ci permettono di lavorare»
Gesto clamoroso dei rettori italiani: dimissioni di massa per protestare contro la finanziaria. I tagli previsti porteranno entro tre anni l'università statale al collasso
Il mondo dell’Università è in rivolta. Dopo la durissima presa di posizione dei Senati accademici e Consigli d’amministrazione contro la Finanziaria in discussione in Parlamento, oggi i rettori rimettono il mandato nelle mani del ministro Letizia Moratti. La legge di previsione non lascia dubbi: i finanziamenti che giungeranno non copriranno nemmeno la normale attività di formazione e ricerca. In una parola si azzera il diritto allo studio. Le conseguenze sono catastrofiche: entro due o tre anni l’università statale sarà al collasso. Nonostante le garanzie del ministro Tremonti che ha assicurato uno stanziamento sostanzioso per il mondo universitario, i rettori italiani temono il peggio: «Fino a quando non vedremo, non recederemo dal nostro gesto – dichiara da Roma il rettore dell’Insubria Renzo Dionigi – noi riteniamo possibili margini di manovra per migliorare la situazione e diamo fiducia al ministro Moratti che concorda con noi. Ma attendiamo di vedere cosa succede». Per l’Università dell’Insubria, neonata con soli 4 anni di attività alle spalle, il giro di vite si prospetta catastrofico: «Siamo un ateneo giovane – prosegue Dionigi – e abbiamo ancora bisogno di crescere. I fondi che ci assegnano ci imporranno il blocco delle assunzioni in ruolo dei docenti, la rinuncia a tutte le spese temporanee e l’impossibilità di svilupparci adeguatamente. E tutto ciò, già dal prossimo anno». Per l’università si tratta del primo stop: da quando è nato, infatti, l’ateneo diviso tra Varese e Como ha visto sempre aumentare l’entità dei fondi ordinari (+ 121,8% in tre anni).
|
|
|
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città

Il mondo dell’Università è in rivolta. Dopo la durissima presa di posizione dei Senati accademici e Consigli d’amministrazione contro la Finanziaria in discussione in Parlamento, oggi i rettori rimettono il mandato nelle mani del ministro Letizia Moratti. La legge di previsione non lascia dubbi: i finanziamenti che giungeranno non copriranno nemmeno la normale attività di formazione e ricerca. In una parola si azzera il diritto allo studio.
Per la verità sentore che il prossimo anno le cose non sarebbero andate per il verso giusto lo si era già avuto nel corso della cerimonia inaugurale dell’anno accademico nel marzo scorso. Allora, il ministro Moratti ( nella foto) aveva più volte auspicato la creazione di fondazioni universitarie per far fronte ai tagli dei finanziamenti statali. Per l’Università insubre una soluzione alquanto rischiosa dato la carenza sul territorio di soggetti interessati a sostenere un impegno di tale portata.




Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.