Comunità montana e università unite per salvare i rospi
Luinese – Difficile trovare i volontari che si occupano degli anfibi: allo studio un progetto per garantire la sopravvivenza degli animali
La soluzione per evitare il “martirio” dei rospi sulle strade della provincia arriverà dall’università. Sarà la scienza a dare una mano alle Guardie Ecologiche Volontarie che da anni sono impegnati, proprio in questo periodo, a posizionare lungo le strade del Luinese le barriere per evitare l’attraversamento degli anfibi e spostarli con secchi e bacinelle, evitando agli animali di incorrere nel rischio di venir travolti dalle auto che passano lungo la statale.
Il lavoro dei volontari, che in dieci anni di attività ha fatto attraversare la strada a circa 30.000 rospi comuni (Bufo bufo), verrà presto appoggiato da soluzioni, anche di carattere viabilistico, che permetteranno di applicare alle strade del Luinese gli stessi accorgimenti da tempo già adottati in Svizzera e Germania. Questo anche alla luce della difficoltà nel reperire volontari che si prestano a questa attività.
E sarà proprio l’università dell’Insubria di Varese a studiare lo stato di salute degli animali, oltre ad individuare nuove soluzioni al problema degli investimenti stradali.
La ricerca sarà coordinata scientificamente dal professor Guido Tosi e dal dottor Adriano Martinoli dell’università dell’Insubria e dal dottor Stefano Scali del Museo Civico si Storia Naturale di Milano.
Soddisfatto dell’iniziativa il presidente della comunità montana Valli del Luinese. «La finalità dell’iniziativa – ha commentato Silvio Fiorini – è quella di garantire la sopravvivenza a lungo termine delle popolazioni di anfibi nel territorio del Luinese, col mantenimento del loro fondamentale ruolo ecologico. Va ricordato, infatti, come i rospi siano predatori di una grande quantità di insetti e siano, a loro volta, predati da altri animali costituendo un anello importante della catena alimentare. Da non sottovalutare, inoltre, l’aumento della sicurezza stradale: nei tratti in cui un gran numero di anfibi viene schiacciato dagli autoveicoli, le strade diventano infatti viscide, con un aumento notevole del rischio di sbandamenti e incidenti»
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