Vigili “nonnini”, di nuovo in strada?
La singolare proposta di mobilità interna del Comune tra i punti più contestati della vertenza con la polizia locale
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Quindici giorni di riflessione o meglio di armistizio tra Amministrazione comunale e sindacati della Polizia Locale dopo la mediazione del prefetto: si tenta ancora di trovare un’uscita di sicurezza, un pertugio nel vicolo nel quale s’è cacciato Palazzo Estense non affrontando per tempo vari problemi evidenziati di volta in volta dagli agenti e che oggi, in un quadro generale di ridimensionamento delle risorse finanziarie, si cerca di risolvere con scelte penalizzanti per i nostri vigili (possiamo chiamarli ancora così?). Un esempio concreto e per certi aspetti drammatico viene dalla richiesta del Comune di una mobilità interna, richiesta che non è mai stata fatta emergere a livello di giornali e tv, relativa al trasferimento di una quindicina di amministrativi dai servizi educativi al comando di via Sempione. Trasferimento che sarebbe stato accettato dai sindacati se non fosse accompagnato da una singolare compensazione: quindici agenti subito destinati ai servizi esterni!! Davvero non sembra questo il miglior modo per adeguare, come hanno richiesto i sindacati, l’organico della Polizia Locale. Di agenti giovani dietro le scrivanie non ce ne sono, si tratterebbe dunque di rimandare in strada chi in strada la sua parte l’ha già fatta per lungo tempo: si può immaginare il livello del malcontento e della tensione in un Corpo che ha visto continuamente disattese richieste oggettivamente fondate, comunicate all’opinione pubblica l’8 marzo scorso quando venne proclamato lo stato di agitazione, che potrebbe portare allo sciopero. A margine del problema della mobilità dei dipendenti in esubero oggi ai servizi educativi, si registra una situazione curiosa: anni or sono erano necessarie numerose assunzioni e fu il responsabile del settore Michieletto a ottenerle, lo stesso Michieletto che oggi, da direttore, chiede il taglio di un organico certamente pletorico, coinvolgendo però nell’operazione la Polizia Locale, peraltro poco disposta a cedere il passo anche perché non vuole mandare al macero un notevole patrimonio di professionalità raggiunta in servizi interni di natura molto delicata. E’ probabile che proprio questo nodo nascosto della mobilità possa essere il detonatore di una realtà che vede il Palazzo contestato per varie inadempienze. E che a noi sembra invece bravo a buttarsi su iniziative incompiute e fonti di passivi di gestione. |
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