Incidenti stradali prima causa di morte da zero a 40 anni
Velocità, condizioni delle strade e stato dei veicoli. Queste le cause responsabili dall'inizio dell'anno dei sedici i morti constatati dal 118 provinciale. Il commento del coordinatore Claudio Mare
Sono i giovani a pagare il prezzo più alto sulle strade. Ed è drammatico constatare come, statistiche alla mano, gli incidenti stradali costituiscano la prima causa di morte delle persone da zero a 40 anni. Il dato, confermato dal 118 provinciale di Varese, viene commentato dal responsabile della centrale operativa Claudio Mare.
«Dall’inizio dell’anno alla fine di maggio sono state 16 le persone coinvolte in incidenti stradali relativamente alle quali abbiamo constatato la morte direttamente sul luogo d’intervento, sulla strada – spiega Mare – . Purtroppo anche per la nostra provincia il numero reale dei morti per incidenti è comunque molto più alto: come 118 siamo a conoscenza delle sole constatazioni che avvengono nell’immediatezza dell’incidente. Il dato infatti non tiene conto di tutte le persone che muoiono in seguito all’arrivo in pronto soccorso o che perdono la vita nei giorni successivi al ricovero».
Un dato certamente allarmante anche se si tiene conto dei “picchi” di decessi che riguardano la popolazione e che si attestano drammaticamente fra le fasce d’età comprese tra i 17-18 anni e i 35 anni.
«La provincia di Varese è attraversata da numerose strade ad alta intensità di traffico: sono le arterie principali della viabilità, come la A-8 e le superstrade – spiega Mare – dove però il transito di pedoni e biciclette è interdetto. Qui gli incidenti sono dovuti principalmente alla velocità. Nei centri urbani, invece, si registra un alto livello di incidenti stradali mortali che coinvolgono soprattutto pedoni e ciclisti. In questo caso è il fattore distrazione che produce i maggiori danni».
In linea di massima, comunque, i fattori più incisivi che influiscono sull’avverarsi o meno di una tragedia della strada restano tre. «Dipende dall’autista in primo luogo, ossia dallo stato fisico, e quindi l’attenzione, fattori che influiscono sull’abilità alla guida e sulle distanze di sicurezza – conclude Mare – . Poi vengono lo stato delle strade, a volte poco illuminate la notte o col fondo sconnesso, e in ultimo le anomalie meccaniche delle vetture».
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