Truffavano gioiellieri, arrestati
Cercano di rifilare falsi ad una gioielleria di Varese, ma non sanno che il titolare è lo stesso che avevano truffato un anno prima nell'altro suo negozio bustese
Truffavano i gioiellieri rifilando finti preziosi, ma gli autori del raggiro, due malviventi napoletani, sono stati arrestati nella mattina di mercoledì 29 a Varese dalla polizia di Busto
Arsizio. Hanno bussato infatti nel negozio varesino dello stesso gioielliere che avevano truffato un anno prima, ma nel suo negozio di Busto Arsizio. Ed è stata proprio questa coincidenza a farli cadere nella rete del commissariato, che ha colto sul fatto i due truffatori arrestandoli dopo un appostamento davanti al negozio.
Martedì sera un uomo, vestito da benzinaio, si presenta nel negozio varesino del gioielliere con un sacchetto di oro da vendere. I preziosi vengono controllati e risultano autentici. La proposta sembra allettante, ma c’è qualcosa che non convince il titolare del negozio. Proprio un anno prima infatti un uomo con lo stesso accento, la stessa faccia lo aveva truffato. Ed in effetti nel settembre scorso il gioielliere aveva ricevuto la visita dello stesso uomo, travestito da pizzaiolo, che per la cifra di quattromila euro gli aveva venduto dell’oro. Proprio quando i gioielliere stava per pagare un anticipo di duemila euro, il truffatore riuscì a cambiare il sacchetto che conteneva i preziosi. Solo dopo il titolare si accorgerà di essere stato raggirato. Ma non è andata così martedì sera.
Il negoziante ha infatti preso tempo invitando l’uomo a ripassare il giorno dopo. Ma mercoledì mattina ad aspettarlo c’erano gli agenti di polizia, che una volta individuata la Ford con a bordo il finto benzinaio e il suo complice alla guida, sono entrati in azione cogliendoli sul fatto.
I due avevano con loro sia i preziosi autentici che i falsi, così R.M. di quarant’anni e M.S. di cinquanta sono stati arrestati per truffa. I due risultano pregiudicati per reati simili e
risiedono a Napoli. Ma ad un controllo è emerso un domicilio che fungeva da appoggio a Bernareggio in provincia di Milano. L’appartamento è stato controllato e al suo interno sono stati trovati centinaia di gioielli falsi, che venivano rifilati a inconsapevoli acquirenti. Ora i due si trovano nel carcere di Busto Arsizio. .
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