Natura e tecnologia a braccetto nell’Oasi Boza
Il bilancio di un anno di attività offerto dal responsabile Massimo Soldarini
| Quello che si sta concludendo é il sesto anno di gestione dell’Oasi Boza, svolta dalla LIPU in collaborazione con Legambiente, grazie alla convenzione con la Città di Cassano Magnago. Un bilancio delle attività dell’ultimo anno ci viene offerto da Massimo Soldarini, responsabile della struttura. «Gli ultimi dodici mesi di attività sono stati particolarmente ricchi di soddisfazioni per tutte le componenti che hanno collaborato alla valorizzazione dell’area ed é per questo che vogliamo stilare un bilancio e ricordare, in sintesi, i programmi portati a termine e gli obiettivi raggiunti».
In merito all’educazione ambientale nell’anno 2002-2003, sono stati impiegati tre operatori didattici e hanno partecipato 45 classi tra scuole materne, elementari e medie di Cassano Magnago e dei comuni limitrofi per un totale di oltre 900 studenti tra bambini e ragazzi. E l’ambiente in questo caso è andato a braccetto con la tecnologia, dal momento che sono stati realizzati due CD-Rom che contengono tutte le informazioni necessarie per conoscere l’Oasi, dalla storia delle fornaci, agli aspetti naturalistici. Inoltre è stato presentato un documentario in VHS dal titolo "Oasi Boza, natura in città" realizzato nel corso degli ultimi due anni assieme agli ospiti del Centro Accoglienza Disabili di Cassano Magnago. Nell’ambito delle attività di divulgazione e promozione dell’Oasi va ricordata l’iniziativa "Terra, arte e radici – monumenti e siti a porte aperte", che lo scorso 18 maggio ha visto la partecipazione della Città di Cassano Magnago e di altri 8 comuni della zona. Sono inoltre proseguiti i lavori di pulizia, manutenzione delle strutture e di miglioramento dell’accessibilità grazie ai volontari che, con la loro costante presenza, esercitano nel contempo un’azione di sorveglianza dell’area. Da poco più di due mesi nei pressi dello stagno didattico campeggia un nuovo pannello didattico che illustra la vita negli ambienti umidi. In questi ultimi mesi di grande siccità l’Oasi ha svolto oltretutto una funzione importantissima per la sopravvivenza di alcuni animali che non si riproducono all’interno della Riserva, ma che la utilizzano per approvvigionarsi di acqua. Pensiamo ad uccelli quali rondini e rondoni o a mammiferi come i pipistrelli, tutte specie che tra l’altro ci sono di grande utilità in quanto rivestono un ruolo di veri e propri "bioinsetticidi". «In definitiva – conclude Soldarini – per i motivi sopra esposti, oltre che per i suoi risvolti storici e culturali, siamo convinti che l’Oasi Boza rappresenti oggi un patrimonio prestigioso per la Città di Cassano Magnago e non solo, tanto più che consente di perseguire due obiettivi importanti e strettamente collegate come l’educazione ambientale di adulti e bambini e la conservazione della biodiversità pur essendo inclusa in una delle zone più urbanizzate d’Italia. Con questo non vogliamo dire che tutti i nostri obiettivi siano stati raggiunti. Resta ancora da percorrere molta strada, ma questo rientra nei programmi futuri e in tal senso stiamo discutendo assieme all’Amministrazione Comunale i dettagli della prossima convenzione, per proseguire anche nei prossimi anni la proficua collaborazione iniziata nel settembre del1997». |
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