Futuro Lazzaroni ancora molto confuso
Incontro sindacati-proprietà: il rilancio dell'azienda potrebbe anche attuarsi dove si trova attualmente lo stabilimento. Attesa per la sentenza del Tar sull'area
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La situazione al biscottificio Lazzaroni è ancora molto confusa, sia per dove poter "rilanciare" l’azienda sia sul come. È quanto emerso venerdì dall’incontro tra i sindacati provinciali e la proprietà dall’azienda. Incontro chiesto dai sindacati in seguito alle «gravi decisioni aziendali prese in senso unilaterale dalla proprietà». «Durante l’incontro è emersa una volontà dell’azienda di rivedere i lavoratori da mettere in cassa integrazione – spiega Domenico Lumastro, segretario provinciale della Flai-Cgil -. Si stanno valutando ancora alcuni casi». Attualmente sono in cassa integrazioni circa 40 dipendenti, ma il futuro è ancora molto incerto. «La risposta dal ministero sulla richiesta di cassa integrazione non è ancora arrivata – prosegue il sindacalista -, ma appena guingierà, pensiamo verso la fine di ottobre, torneremo a farci sentire per avere risposte più concrete». Molti i punti di discussione dell’incontro svoltosi venerdì, tra cui anche il luogo dove rilanciare lo stabilimento. Dopo la dichiarazione dell’amministratore delegato secondo cui necessitava un posto dove poter rilanciare l’azienda, l’amministrazione comunale saronnese aveva messo a disposizione della Lazzaroni un terreno di 8 mila metri quadri. «Durante l’incontro la proprietà ha detto che ci sono tutte le condizioni per creare una seconda linea produttiva – spiega Lumastro -, ma il rilancio potrebbe anche avvenire dove sono tutt’ora. Il trasloco in un altro posto pare preveda tempi troppo lunghi. Non c’è ancora niente di definito e c’è tempo solo un anno prima che scada la cassa integrazione». La cassa integrazione terminerà il 30 settembre del 2004 e, nel caso la proprietà non abbia trovato una soluzione, i dipendenti sarebbero licenziati. «Molto dipende anche dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale sul ricorso fatto dai proprietari dell’attuale terreno sui cui insiste la fabbrica – conclude Lumastro -. Il modello riorganizzativo potrebbe avvenire dove si trova attualmente lo stabilimento, ma occorrono dei chiarimenti sul futuro di quello stabile». |
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