Il comune non rinegozia i mutui
L'Amministrazione comunale ha deciso di rifiutare la proposta della cassa depositi e prestiti perché non la ritiene conveniente nel lungo periodo
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Castellanza non rinegozia i mutui accesi con la cassa depositi e prestiti (istituto pubblico che concede finanziamenti a tassi agevolati agli enti pubblici) perché non ritiene la proposta conveniente nel lungo termine. E’ lo stesso sindaco Livio Frigoli a spiegare la decisone, presa dalla giunta comunale con una risoluzione l’11 settembre scorso: «I mutui rinegoziabili per il nostro Comune ammontano a circa 2milioni 925mila euro – precisa il primo cittadino -. La proposta della Cassa Depositi e Prestiti prevedeva l’abbassamento di 1 punto (dal 6,5% al 5,5%) del tasso d’interesse, ma a fronte di due condizioni che, nel caso di Castellanza, rendevano l’operazione non conveniente nel medio-lungo periodo. Le due condizioni infatti prevedevano il prolungamento della scadenza dei mutui, attualmente compresa tra il 2013 e il 2016, fino al 2027/2030 e il tasso del 5,5% garantito soltanto qualora per tutto il periodo l’Euribor ( indice che rileva il tasso medio in cui avvengono le transazioni in euro tra le banche europee) si mantenesse al di sotto di tale soglia, mentre oggi il tasso del 6,5% è garantito comunque». «Indubbiamente- fanno sapere dal comune- Castellanza ha presente il problema dell’adeguamento della struttura del debito all’andamento dei tassi d’interesse in calo registrato negli ultimi anni. Ma ha preferito affrontare tale situazione con strumenti più moderni quali operazioni di SWAP (trattasi di operazioni perfettamente legittime ed autorizzate di accesso ai mercati obbligazionari) sui mutui a tasso fisso, garantendosi un minore esborso per interessi, scadenze invariate, e la garanzia (grazie al CAPS, una sorta di tetto) di evitare comunque sorprese qualora i tassi ricomincino a salire». «Avevamo la possibilità di ottenere dei benefici immediati sui bilanci dell’attuale Amministrazione – conclude il Sindaco -, ma abbiamo preferito evitare di lasciare in eredità alla prossima Giunta un carico aggiuntivo di costi finanziari. Ci sembra questo il modo migliore di gestire con lungimiranza le casse pubbliche mettendo al primo posto l’interesse collettivo anziché il tornaconto immediato». |
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