“Osteria del Borgo”, la sfida della qualità a tavola
Famosi viticoltori, etichette prestigiose, sommelier e giornalisti sono le presenze abituali di questo piccolo ristorante
Si vive anche con la speranza di bere un vino buono per l’estate o per una fredda serata invernale. Quello buono, però, bisogna inseguirlo, scovarlo e stapparlo. E chi nutre il desiderio di scoprire un nuovo vino di qualità non indugia: parte, disposto a fare centinaia di chilometri, per degustare e conoscere. E quando Rosario decide che una bottiglia è di qualità, ritorna nel suo "covo" per progettare piatti e pietanze ad hoc. Sì, perché l’Osteria del Borgo, ristorante di uno sperduto paesino del comasco (Camnago Faloppio), è un locale raccolto su se stesso (conta solo 26 coperti), grazioso ma non sfarzoso, capace di accogliere senza strafare.
La Storia di un vino o di un grande piatto non è detto che passino sempre da "Chez Maxime" e allora puo’ capitare di incrociare in quel di Camnago famosi produttori di vino, giornalisti del settore e intenditori che, conoscendo la passione di questo chef-sommelier, non si sottraggono al confronto enogastronomico.
La domanda di chi partecipa alle serate di degustazione è sempre la stessa: perché i grandi produttori arrivano proprio lì, all’Osteria del Borgo? Vengono da Rosario Di Battista e dal suo staff, che annovera tra gli altri anche il campione dei sommelier italiani, Savino Angioletti, perché per chi si occupa del nettare degli dei è vitale trovare chi ha passione e fa scelte di qualità. Rosario recupera le radici di una cucina che predilige la ricerca delle materie prime da abbinare a vini scelti con meticolosità, anzi spesso facendo il percorso contrario, prima il vino e poi il piatto.
Recentemente dall’Osteria del Borgo sono passati personaggi come Piergiorgio Tommasi, nome che evoca un Amarone tra i più noti della Valpolicella (una tradizione famigliare secolare) e Antonio Di Palma, l’enfant prodige dell’Aglianico del Vulture, un giovane ingegnere lucano che, nel 1995, ha raccolto la sfida imposta da una nuova cultura del vino, dove s’incontrano con naturalezza la passione per un rito antico e la sperimentazione di moderne tecniche di vinificazione, nel caso di Di Palma con risultati a dir poco eccellenti (provare il suo Nibbio Grigio, affinato in barriques di primo passaggio, per credere).
Il vino e la cucina sono diventati ormai argomenti di prima scelta giornalistica, il successo della rubrica "A me mi piace"di Davide Paolini, sul Domenicale del “Sole24 ore”, ne è la riprova.
Rocco Lettieri, giornalista e scrittore, da anni responsabile per il Canton Ticino delle “Guide oro” Veronelli (nonché webmaster del sito simpatico-melograno.it), e Giorgio Rinaldi, che potrebbe raccontare storie infinite sul vino, il Veneto e le nuove sfide della globalizzazione alcolica, sono presenze abituali all’Osteria del Borgo.
Rosario, Savino, Renata, Arianna, Giovanni e Margherita ritagliano per i loro ospiti, illustri e non, serate dense di tradizione senza perdere il gusto di sperimentare, consapevoli che la storia del vino e del cibo possono passare anche da Camnago Faloppio.
Per informazioni osteriadelborgo@katamail.com
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