Sciopero dell’abbonamento fallito, ma “a saperlo” sarebbe stato un successo
In pochi sapevano dell’iniziativa. Solo un solo manifesto che annunciava lo sciopero è sopravvissuto in stazione. I pendolari si dividono fra favorevoli e scettici
Alla stazione Fs (Ferrovie stato) di Busto Arsizio non sembra aver avuto successo lo sciopero dell’abbonamento. Il gruppo spontaneo Comitato Pendolari Milano – Gallarate aveva proposto nei giorni scorsi l’adesione dei pendolari alla protesta di quelli della linea Milano – Novara. Contrario si era però dichiarato il Comitato ufficiale della Milano – Varese.
Non comprare l’abbonamento di febbraio e mostrare se richiesto il documento di viaggio del mese scorso, per dimostrare di essere utenti e di aver subito i disagi degli ultimi mesi.
Fallita quindi l’iniziativa: le code di fronte alla biglietteria erano quelle classiche di ogni primo giorno del mese, sia prima delle 7, che per i treni delle 7 e 30 e delle 8.
Ma la “colpa” non sembra essere dei pendolari. Parlando con chi aspetta nell’atrio riscaldato il treno, si scopre che in molti avrebbero aderito volentieri, se lo avessero saputo.
«Non sapevo che ci fosse uno sciopero – dicono in tanti, sia studenti che lavoratori – Se lo avessi saputo avrei aderito sicuramente. La situazione è indecente. Treni con un ritardo minimo di dieci minuti e carrozze gelate».
Intanto chi ha appena comprato l’abbonamento va a obliterarlo. Alle macchinette sui binari però, perché le due obliteratrici interne sono rotte. «Se a marzo lo rifanno, io aderisco – spiega una ragazza che da dieci anni lavora a San Donato Milanese e prende il treno a Legnano o a Busto – Non ho mai visto una situazione simile. Io inizio a lavorare alle 9 e 30 , ma ultimamente mi tocca prendere il treno delle 6 e 45 perché è l’unico in orario, considerando chiaramente i dieci minuti cronici di ritardo. Arrivo molto presto al lavoro, ma almeno non perdo ore».
«Abbiamo perso ore di lavoro e anche la sera arriviamo a casa in ritardo – si lamentando due signore – Il servizio è pessimo, ma noi l’abbonamento lo paghiamo tutto, non una parte. Peccato non aver saputo niente dello sciopero, pensavamo fosse solo su altre linee, non sulla nostra».
In pochi quindi ieri mattina sono riusciti a leggere i manifesti affissi in stazione (stamattina ne era rimasto solo uno in un sottopassaggio) o hanno ricevuto quelli distribuiti sui treni.
Ma non tutti sono d’accordo con questa protesta, come chi la vede «una lotta contro i mulini a vento. Ci sono delle conseguenze penali, soprattutto per gli organizzatori. Io come singolo non posso sperare nella solidarietà degli altri pendolari: chi mi assicura che anche gli altri aderiscono allo sciopero? I comitati e le associazioni dei consumatori dovrebbero poi smetterla di parlare e basta, ma fare qualcosa di davvero efficace. A rimetterci alla fine siamo sempre noi».
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