Ospedale di Busto: 90 anni e un grande sogno

Dopo il Polichirurgico la struttura guarda al Polimedico: un progetto che potrebbe regalare 120 posti letto

Più di 150 persone hanno partecipato ieri, giovedì 26 maggio, alla serata ai Molini Marzoli dedicata all’Ospedale di Busto Arsizio, che proprio quest’anno compie 90 anni. Così per festeggiare il compleanno di questo anziano che, ovviamente, non può che godere di ottima salute, c’erano proprio tutti: i rappresentanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Croce Rossa, le associazioni di volontariato, tanti medici (che lavorano o hanno lavorato a Busto) e anche monsignor Livetti.

Per l’occasione è stato presentato il libro “L’ospedale di Busto Arsizio – note storiche e documenti”, scritto dal professore Giorgio Giorgi (direttore della struttura dal 1969 al 1994) e pubblicato anche grazie al contributo di Agesp e New Media, presenti alla festa con due loro rappresentanti. Il volume è stato introdotto proprio dal suo autore e presentato dal professor Giuseppe Armocida, docente di Storia della Medicina all’Università dell’Insubria e presidente della società italiana di Storia della Medicina. Al termine, è intervenuto anche il professor Bruno Zanobio, professore emerito di Storia della Medicina dell’Università di Milano.

Ma la sorpresa più interessante della serata è stato il “sogno”, come l’ha definito il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia: si tratta del progetto di un edificio, da affiancare al Polichirurgico, da destinare ai pazienti in periodo di degenza. Questo significherebbe poter trasferire, all’interno di una struttura moderna e specializzata, i reparti di Medicina I e Medicina II. Così, dopo il Polichirurgico, l’ospedale di Busto potrebbe avere anche il Polimedico.

Da come è stato presentato durante la serata, e da come si può vedere negli schizzi qui a fianco, il disegno è di portata decisamente grande: l’edificio potrebbe ospitare complessivamente 120 posti letto grazie ai suoi cinque piani, di cui uno (il seminterrato) potrà essere dedicato al personale. Ovviamente potrà esserci spazio anche per spogliatoi, studi medici, una sala riunioni e locali tecnici. Il piano rialzato, invece, potrebbe essere occupato dall’accettazione, dal day hospital (con 4-8 posti letto) e da alcuni ambulatori (12-14) con sale visita e studi medici. Gli altri tre livelli, infine, sono stati concepiti per la degenza vera e propria, contenendo fino a 40 posti letto per piano.

Purtroppo, però, stiamo parlando solo di un progetto ancora tutto da avviare, anche se sembra sia già stata individuata la possibile localizzazione (più o meno al centro dell’area ospedaliera, vicino al Polichirurgico). L’obiettivo è quello di rispondere al problema più grave degli ospedali varesini: la scarsità di posti letto. Ma quale sarà il costo? Ovviamente tutto ha un prezzo, e questa volta sarà di circa 15 milioni di euro.

«Per poter far diventare questo sogno realtà – ha sottolineato il direttore generale Zoia – c’è bisogno dell’impegno di tutti. Mi piacerebbe a questo proposito aprire un dibattito con le istituzioni. Innanzitutto con la Regione, ma anche con la Provincia, il Comune, le forze politiche e sociali del territorio, le associazioni locali, i privati cittadini, medici e operatori del territorio. Realizzarlo può diventare un’importante passo verso un ulteriore potenziamento dell’Ospedale, che già stiamo rimodernando e ristrutturando». E che non può fare a meno di sentirsi giovane…

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Pubblicato il 27 Maggio 2005
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