La Croce Rossa minaccia di fermare le ambulanze
Difficile la trattativa tra CRI e azienda ospedaliera varesina per il rinnovo dell'accordo. In dicussione un consistente aumento del contributo
Aspetteranno sino alla fine di luglio, poi penseranno a qualche iniziativa. Il Comitato Provinciale di Varese della Croce Rossa italiana è sul piede di guerra: la convenzione con l’Azienda Ospedaliera di Varese (deputata dalla Regione a gestire il servizio di 118 per l’intero territorio) è scaduta il 31 dicembre 2004 e non è stata ancora rinegoziata.
Si tratta, però, di un rinnovo non del tutto pacifico: in un anno le cose sono cambiate profondamente e l’accordo economico che lo scorso anno era condiviso, oggi divide i due contraenti.
In gioco ci sono oltre 700.000 euro che la Croce Rossa vorrebbe avere in più ma che l’Azienda considera eccessivi: «All’inizio dell’anno le rivendicazioni erano veramente elevate – spiega il direttore dell’azienda Roberto Rotasperti – Poi, dopo alcuni confronti, sono scesi a 830.000, circa il 35% in più del totale ( che si aggira sui 2 milioni e 750 mila euro annui). È ancora troppo elevato, però, ritengo che ci sia la possibilità di trovare un accordo per mezzo milione di euro. C’è un’intesa di massima che va ufficializzata».
L’ipotesi, però, nonconvince i vertici della CRI locale: «Noi dobbiamo far fronte ad un aumento consistente dei costi di gestione – spiega il commissario di Varese Angelo Bianchi – La voce più pesante è quella relativa al personale. Con l’abolizione del servizio civile, ormai non possiamo far più conto sugli obiettori, figure che hanno rappresentanto una vera risorsa. Parliamo di un centinaio di persone che svolgevano un compito importantissimo. Con la scomparsa degli obiettori, abbiamo dovuto correre ai ripari assumendo personale». (nella foto sopra, Roberto Rotasperti)
Le sedi territoriali sono circa 14 per un totale di 105 dipendenti: in un anno svolgono di media 30.000 prestazioni. Per sopperire al venir meno degli obiettori, la CRI ha dovuto assumere una ventina di persone per una spesa viva totale di circa 510.000 euro.
Consapevole del delicato periodo in cui versa la sanità, la CRI è disposta a rivedere le proprie richieste che, comunque, non potranno scendere sotto i 700.000 euro.
La questione è delicata e arriva in un momento, quello estivo, particolarmente impegnativo. Se la Croce Rossa manterrà fede alle promesse, ad agosto si potrà assistere alla serrata delle ambulanze.
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