Cosa serve per vincere un concorso? La laurea in ideologia
Il potere discrezionale del direttore generale è enorme, la nomina di un primario può diventare sostanzialmente politica
Chi concorre per un primariato deve presentare domanda all’azienda ospedaliera fornendo indicazioni sull’attività svolta. Una commissione di medici, presieduta dal direttore sanitario, accerta e dichiara l’idoneità del candidato alla carica.
Non viene stilata nessuna classifica, non c’è punteggio: a scegliere il vincitore sarà il direttore generale dell’azienda che deciderà avendo come riferimento i profili professionali dei candidati. Una nomina, dunque, non basata per esempio su numeri e dettagli dell’attività svolta e che inoltre oggi tiene in considerazione eventuali esperienze manageriali che però devono essere in linea con quanto richiede in materia l’istituzione regionale. Proprio questo requisito ha già giocato un ruolo importante nella nomina di primari ai quali oggi si chiede appunto anche capacità gestionali che poco o nulla hanno a che fare con l’esercizio della professione medica.
Il potere discrezionale del direttore generale è enorme, la nomina di un primario può diventare sostanzialmente politica. A seconda delle regioni eccellenti medici vincono o perdono un concorso se hanno o meno la laurea in ideologia.
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