Aviaria: anche se arriva, non sarà un dramma
Le autorità sanitarie locali invitano alla calma e a non creare falsi allarmi. La situazione è sotto controllo ma serve la collaborazione di tutti i cittadini
Prima o poi, un caso si potrà anche registrare, ma non sarà un dramma. Questo il senso dell’incontro organizzato dalla direzione dell’Azienda sanitaria in questi giorni di allarme "influenza dei polli".
«Già nel passato si sono registrati casi di influenza aviaria nelle nostre zone – spiega il direttore sanitario Fabio Banfi – ma si sono risolti tutti senza problemi e con alcuna ripercussione per gli uomini».
I casi di cigni infetti scoperti in Meridione hanno indotto le autorità sanitarie a fare il punto della situazione per ribadire che è tutto sotto controllo e che da tempo, ormai, si lavora alacremente nel settore della prevenzione e dell’ispezione: « Nella nostra provincia stiamo controllando ripetutamente tutti gli allevamenti industriali – prosegue il dottor Banfi – abbiamo eseguito ispezioni in 15 agriturismi dove vengono allevati volatili. Abbiamo censito piccoli allevamenti, grazie alla collaborazione delle auorità comunali: 55 amministrazioni hanno realizzato una fotografia precisa della situazione. Abbiamo intensificato le ispezioni in tutte le zone limitrofe a corsi d’acqua o laghi dove potrebbero giungere gli uccelli migratori. Chiediamo la collaborazione di tutti i cittadini perchè controllino costantamente i propri allevamenti, rivolgendosi direttamente a noi dell’Asl senza improvvisare soluzioni. L’attenzione è elevata: la situazione non desta preoccupazione, ma non va banalizzata».
Il virus H5N1 è ormai una vecchia conoscenza delle autorità sanitarie: il pericolo collegato alla sua diffusione è la possibilità che muti geneticamente: « Ogni anno i virus cambiano – spiega il direttore generale dell’Asl Pierluigi Zeli che è virologo – si teme che le mutazioni diventino così profonde da crappresentanre un pericolo anche per l’uomo. Il fatto che i contagi siano avvenuti in luoghi igienico-sanitari precari, dove ci sono tradizioni completamente diverse dalle nostre, da una parte ci mette al riparo dal pericolo immediato anche se dall’altro crea apprensione per la possibilità che il moltiplicarsi del virus possa produrre i temuti cambiamenti che possono valicare la barriera di specie».
In parole povere, il pericolo oggi è assolutamente remoto, dati i controlli e il sistema sanitario del nostro come dei paesi occidentali. L’attenzione elevata deriva dall’aumento della diffusione e dei contagi in aree più povere, perchè aumentano i rischi che il virus dei polli muti fino a diventare trasmissibile anche da uomo a uomo: «Se tutti collaboriamo – ribadisce il dottor Zeli – per evitare che ci siano focolai epidemici nella nostra zona, saremo più sicuri. Per questo invito ogni singolo cittadino, in special modo quelli che vivono vicino a corsi d’acqua dove più facilmente arrivano gli uccelli migratori, a tenere gli occhi aperti e a prendere tutte le precauzioni: Se avvistate un uccello morto chiamate l’Asl, faremo noi i controlli e l’eventuale bonifica dell’area».
Controllo sì, ma senza isterismi. Così da evitare che gli aironi di Varese o Angera piuttosto che i gabbiani di Porto Ceresio diventino motivo di psicosi collettiva immotivata.
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