Asl: «Non ci sono state macellazioni abusive»
L'Azienda sanitaria nega che in provincia si siano macellati animali al di fuori dei luoghi autorizzati e secondo le norme vigenti
Riceviamo e pubblichiamo
In riferimento all’articolo apparso su VareseNews il marzo 2006 in ordine ai “Macelli abusivi per la festa del sacrificio”, l’Azienda sanitaria locale della Provincia di Varese ritiene sia indispensabile procedere ad alcuni chiarimenti in merito, citando alcuni fatti concreti.
Indipendentemente da valutazioni soggettive sulla opportunità o meno della macellazione degli animali senza stordimento (secondo il rito islamico ed ebraico), si precisa che tale pratica è consentita (sotto la direzione della specifica autorità religiosa) dalla legge nazionale e comunitaria.
L’Azienda sanitaria locale della provincia di Varese, in ottemperanza alle normative vigenti, ha pertanto acconsentito che sul proprio territorio si effettuasse la macellazione rituale presso strutture regolarmente autorizzate. Si ritiene opportuno rammentare che in altri momenti tale macellazione avveniva in modo clandestino, senza il rispetto delle più elementari norme igienico-sanitarie e senza alcun controllo veterinario.
Si ribadisce che gli impianti a capacità limitata di Besano e di Solbiate Arno sono tutt’ora autorizzati e quindi igienicamente idonei e registrati alla Camera di Commercio I.A.A. di Varese: il primo al n° 269369, il secondo al n° 293341 (attività prevalente).
Si sottolinea che, per la prima volta, dopo anni, non si sono rinvenuti, nella nostra Provincia, resti di macellazioni clandestine (pelli, parti anatomiche, etc.), né sono stati segnalati episodi del genere, né casi di tossinfezione alimentare.
Questa ASL, per quanto le compete, ribadisce che le decisioni assunte sono state coerenti con le normative vigenti, hanno risposto puntualmente alle necessità di ordine pubblico, nel rispetto della corretta prevenzione igienico-sanitaria. Tali determinazioni sono state altresì assunte con l’accordo del Prefetto, del Questore e dei Sindaci, informando preventivamente la Procura della Repubblica.
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