Un 25 Aprile bagnato e amaro

La celebrazione della Liberazione segnata dalla pioggia e dalle polemiche innescate nei giorni scorsi dai manifesti dell'Anpi

Un 25 Aprile che ha lasciato a molti l’amaro in bocca. La celebrazione del 61esimo anniversario della Liberazione a Saronno è stata segnata dalla pioggia e dalle polemiche che sono seguite al manifesto dell’Anpi che nei giorni scorsi aveva accompagnato la presentazione del programma delle manifestazioni del 25 aprile con una serie di valutazioni politiche legate al recente risultato elettorale e molto critiche con il centro-destra.

La pioggia ha accolto il sindaco Pier Luigi Gilli (unico rappresentante della Giunta e della maggioranza) e uno sparuto gruppo di cittadini che hanno presenziato in piazza Libertà all’alzabandiera dell’Anpi che ha aperto il programma delle celebrazioni. Assenti, polemicamente, le associazioni d’arma, che si sono fatte trovare in chiesa. Un clima di nervosismo che ha indotto il Prevosto ad invitare tutti alla concordia nel suo discorso.

Un appello che però non è riuscito a riportare l’auspicata serenità. Proprio dopo la messa, durante il corteo diretto verso il monumento a Salvo d’Acquisto per la tradizionale deposizione della corona d’alloro, un altro episodio ha creato malumore. Ad aprire il corteo, in assenza di tutti gli assessori, il solo sindaco Gilli accompagnato dalla presidente dell’Anpi Nuccia Pagani ("Sofferente ma gentilissima – commenta il sindaco – eancora indignata profondamente per il manifesto fatto a sua insaputa") e tra la gente anche alcune ragazzine con una  bandiera della pace. Il Capitano dei Carabinieri Paolo Degrassi si è quindi allontanato, mentre le associazioni d’arma sono rimaste fino alla fine schierate dietro un grande tricolore.

Dopo il discorso commemorativo di Nuccia Pagani, ha preso la parola il sindaco che non ha "glissato" sui manifesti al centro delle polemiche, ma ha invitato tutti alla concordia e all’eguaglianza: "Se l’eguaglianza – come non ho mai personalmente dubitato –  è l’insegnamento che  noi del nuovo millennio abbiamo ricevuto dalla Liberazione donataci da altri anche al costo del sacrificio della propria vita (e che oggi ricordiamo ed onoriamo), non posso non rimarcare, alla luce di recenti impreviste e sorprendenti prese di posizione unilaterali, di cui v’è traccia sui muri della città, che il 25 aprile segna la libertà di tutti gli Italiani, i quali, come dice l’art. 3 della Costituzione (ma giova ripeterlo) “hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di opinioni politiche. Il 25 aprile è la festa di tutti, della libertà di tutti, come il 2 giugno è la festa della Repubblica di tutti gli Italiani, come il 4 novembre è la festa dell’unità nazionale di tutti gli Italiani. Senza distinzioni, senza primi della classe, senza primogeniture, senza tenta-zioni di sentirsi più uguali degli altri: siamo tutti Italiani e tutti, secondo le proprie sensibilità, vogliamo il bene della nostra Patria".

Un discorso pronunciato con forza, in una situazione decisamente non ottimale: "Tutto sommato, una lezione per la sinistra – commenta Gilli – i cui massimalisti ne sono usciti molto male. Non mi sono affatto sentito ostaggio, anzi, sono contento, perché è stato un 25 aprile di tutti i saronnesi, anche del 60% dei concittadini non votanti a sinistra, che erano comunque rappresentati dal Sindaco".

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Pubblicato il 26 Aprile 2006
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