“Siano i cittadini a dire sì o no a Busto provincia”

Mentre sembra sfumare definitivamente il progetto di una provincia per il territorio, c'è chi non ci sta

 

Egregio Direttore

nei giorni
scorsi, nelle cassette della posta di migliaia di famiglie di Busto e
zona, è stato recapitato il nr. della rivista "L’Informazione"
(distribuito appunto a Busto e valle Olona).

Sfogliando il
giornale sicuramente molti, come me, si sono imbattuti in un articolo
che il sito "Altomilaneseinrete" ha pubblicato ieri
(http://www.altomilaneseinrete.it/opinioni/2006/20060710.htm).
Il
suddetto articolo parla di una provincia di Busto/Altomilanese che a
quanto si deduce, non verrà più richiesta (nonostante
le numerose promesse – a questo punto le definirei chiacchere da
campagna elettorale – e le proposte/disegni di legge presentati alla
Camera e al Senato anche all’inizio di questa nuova legislatura).

Sono bustocco DOC e per alcuni anni ho abitato in Brianza,
vicino a Monza. Ricordo che in quella zona la necessità di una
autonomia territoriale da Milano era sentita sia dalle forze
politiche sia dagli stessi cittadini, e dopo il più o meno
lungo iter parlamentare "entrambi" sono riusciti ad
ottenere l’istituzione della nuova provincia e l’autonomia tanto
auspicata.

A Busto si parla dell’isitituzione della provincia
da decenni, in alcuni periodi se ne parla di più, in altri
sembra che tutti se ne dimentichino. Per tanti motivi (non solo in
difesa della mia bustocchità) sono convinto che l’autonomia
territoriale dell’altomilanese sia indispensabile.

Busto è
una grande città, ma nel corso degli ultimi anni l’ho vista
spogliata di istituzioni e di importanza. Ora viene anche privata del
sogno e del desiderio di poter rinascere e poter costruire un
territorio tutto nuovo, in COLLABORAZIONE con le istituzioni e le
amministrazioni che verrebbero coinvolte nel progetto provincia.

Prima che i nostri politici mettano definitivamente fine alla
parola PROVINCIA DI BUSTO ARSIZIO, sarebbe bello (come successe in
Brianza) che fosse chiesto direttamente ai cittadini stessi se
vogliono crescere forti in un territorio che abbia una propria
autonomia e identità (piuttosto che essere schiacciati da
Varese e la grande Milano) o continuare nell’anonimato e nei giochi
perversi di chi sa di avere il potere che "purtroppo" i
cittadini stessi a loro hanno "regalato".
Se i
cittandini fossero chiamati ad esprimersi personalmente, rispondendo
con un SI o con un NO, allora potremmo davvero ritirare le armi (in
caso di uno schieramento verso il NO alla provincia), altrimenti i
"nostri" politici si dovrebbero assumere la responsabilità
piena e totale di far nascere VERAMENTE e portare fino in fondo un
progetto che per molti di noi è anche un bel sogno.

Cordiali
saluti

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Pubblicato il 12 Luglio 2006
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