Antonio Conte si dimette da Consigliere comunale
L'ex candidato sindaco del centrosinistra comunica le sue decisioni con una lettera. Togliendosi qualche sassolino dalla scarpa
La recente nomina, per concorso, a Giudice Tributario mi costringe a lasciare il Consiglio Comunale, poichè la legge non consente lo svolgimento contemporaneo delle due funzioni pubbliche. Rassegno quindi le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale.
Potrei concludere con questa lapidaria comunicazione la mia breve esperienza consiliare, ma credo necessario fare qualche aggiunta.
La decisione non è stata facile, ma mi hanno aiutato a superare dubbie e incertezze due considerazioni:
1) la prima, di natura personale, riguarda il ruolo di "oppositore" che mi sono trovato a dover svolgere in Consiglio Comunale. Debbo confessare che questa funzione non mi si addice: un conto è proporsi per amministrare la città in qualità di Sindaco, in una sostanziale linea di continuità con la lunga attività professionale precedentemente svolta in diversi enti locali, altro conto è fare opposizione con modalità e strumenti inevitabilmente improntati a motivazioni ideologiche e a pregiudiziali politiche. Ebbene, le caratteristiche dell’oppositore ho constatato di non averle e non posso certo inventarmele all’alba dei miei 68 anni. Sono del resto convinto che i tanti elettori che mi hanno votato, soprattutto quelli che hanno utilizzato il cosiddetto "voto disgiunto", mi volessero come Sindaco, non come consigliere d’opposizione. Se non fosse, non mi resterebbe che chiedere umilmente scusa a tutti per aver male interpretato la loro fiducia;
2) La seconda, più politica, investe le vicende successive allle elezioni, che hanno visto la formazione di distinti gruppi consiliari da parte dei quattro partiti della mia coalizione elettorale entrati con propri rappresentanti in Consiglio comunale. Questa decisione, sulla quale non ho da fare alcuna recriminazione, non mi ha però certamente spronato a tentare di ritagliarmi quel ruolo di guida dell’opposizione che normalmente spetta al candidato sindaco della coalizione sconfitta. E il conseguente ma inevitabile espediente, da me adottato, di formare da solo un gruppo misto si è rivelato, alla prova dei fatti del tutto ingestibile e improduttivo, per le oggettive connotazioni di isolamento e di marginalità di tale collocazione. A chi mi dovesse eccepire che avrei comunque avuto la possibilità di fare opposizione "costruttiva", rispondo subito che in questi primi mesi ho constatato che dall’altra parte, cioè dalla Giunta e dai gruppi di maggioranza, non è venuto, al di là di generiche affermazioni di rito, alcun effettivosegnale di disponibilità al riguardo.
Non posso però concludere questa dichiarazione senza rinnovare un caldo ringraziamento ai preziosi amici che mi hanno affiancato nella campagna elettorale e ai tanti elettori varesini che mi hanno votato; nemmeno posso tralasciare una manifestazione di sincera simpatia nei confronti del presidente Morello e dei colleghi consiglieri, con particolare riguardo per quelli di minoranza, nonchè del sindaco Fontana, degli assessori, del segretario generale, dei dirigenti, dei funzionari e di tutto il personale comunale. Un vivo ringraziamento anche alla stampa e alle emittenti televisive locali, che mi hanno seguito con attenzione sia nella campagna elettorale che nel periodo successivo.
Alla mia e nostra Varese, infine, l’augurio di poter tornare ad essere amministrata come merita e fatta uscire dall’innegabile declino e dalla grave crisi di iniziative e di identità dell’ultimo decennio.
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