Provincia e Regione si mobilitano per salvare le trincee
Annunciato un sopralluogo per lunedì, lavori sospesi al cantiere di via Campaccio. Il consigliere Mandanici:«Paura per le altre fortificazioni del Luinese»
Non si placano le polemiche in merito al caso delle villette in costruzione su un tratto di linea Cadorna a Luino, (nella foto il cantiere) in cima a via Campaccio nella frazione di Voldomino. Mentre i lavori sono stati temporaneamente sospesi si annuncia per lunedì 20 novembre alle 10 un sopralluogo di tecnici di Provincia, Regione e amministrazione comunale sul cantiere delle villette per constatare la situazione attuale e quella precedente. Ad annunciare l’incontro è il consigliere comunale Claudia Mandanici della lista d’opposizione "Luino che unisce":«L’incontro testimonia come l’interesse per queste trincee non sia solo locale – sostiene la Mandanici – l’intervento diretto di Provincia e Regione sottolinea che l’errore c’è e pure grosso».
Ma il consigliere non si ferma qui e annuncia la possibile distruzione di altre trincee questa volta nella zona della Mina, località di collina in frazione Moncucco:«Anche qui ci hanno segnalato la presenza di trincee minacciate dall’espansione edilizia, siamo preoccupati – sostiene la Mandanici – e ora verificheremo anche quella situazione». Non si parla ancora di responsabilità dirette da aprte di amministrazione o impresa costruttrice ma l’inevitabile intervento degli enti superiori potrebbe portare ad un successivo interessamento del demanio che, in quanto si parla di fortificazioni militari storiche, potrebbe avanzare qualche diritto. Intanto continuano a giungere lettere in difesa della linea Cadorna da parte di decine di persone preoccupate per il futuro della trincea di via Campaccio.
La linea Cadorna (nella foto un tratto)è un sistema di fortificazioni fatto costruire dal generale Cadorna tra il ’16 e il ’17. Doveva servire a sbarrare la strada di un eventuale invasione austriaca dalla Svizzera mai verificatasi. La linea rimase e per quasi un secolo finì nel dimenticatoio in gran parte. Negli ultimi anni le comunità montane del territorio hanno avviato numerosi progetti di recupero che le hanno rese in gran parte visitabili per i turisti. La linea intera si estende lungo tutto il confine nord dello Stato. A partire dalla Valle d’Ossola (a nord di Domodossola) fino al Pizzo del Diavolo a pochi chilometri da Sondrio. E’ lunga 70 km e conta 88 postazioni di artiglieria pesante, 300 km di strade militari, 400km di mulattiere di accesso e 25 mila Kmq di bunker, fortini e depositi.
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