Al posto dell’albergo le case popolari

Doveva sorgere nella frazione di Creva ma nessuno l'avrebbe aperto. L'impresa ha agito secondo la nuova legge che ha abolito i piani regolatori. Ora basta un sì del consiglio.

A Creva non nascerà nessun albergo. Era nell’aria ma ora è ufficiale. Nell’ultimo consiglio comunale del 2006 il consiglio comunale ha approvato la variazione del piano integrato di intervento nell’area ex-Hussy (nella foto com’era pima dell’intervento) . Là dove, dal 2000, era previsto un complesso formato da residence, albergo e mercato coperto, è stato costruito solo il mega-residence a semi-cerchio. La motivazione di questo cambio di destinazione d’uso, avvenuto secondo i nuovi criteri della legge regionale che ha abolito i piani regolatori sostituendoli con i piani di governo del territorio, è semplice: nessuno avrebbe acquistato l’albergo per farlo funzionare, l’impresa non ha trovato un solo acquirente. E’ bastato un sì del consiglio comunale per cambiare tutto. Col vecchio piano regolatore sarebbero serviti mesi interi per una modifica.

A molti un albergo a Creva, frazione dell’entroterra luinese a due chilometri dal lago e all’ombra delle montagne, era sembrato quantomeno strano anche se molti lo consideravano importante per i flussi turistici di passaggio provenienti dalla vicina Svizzera e diretti verso il sud dell’Italia. Nel 2002, poi, ci si mise anche la chiusura della strada provinciale 61 a far scendere il buio sul progetto. Il progetto, peraltro, prevedeva una struttura ricettiva avveniristica da 120 stanze. Al suo posto, paradossalmente, una struttura residenziale a costi agevolati dell’Aler. Creva dirà addio anche al mercato coperto, che doveva sorgere sempre nella stessa area, e che invece verrà sostituito da edifici commerciali per privati. In cambio il comune, come prevede questa nuova legge, ha chiesto la sua contropartita: realizzazione di parcheggi e verde pubblico, cessione del sentiero che va al ponte sul fiume Tresa, 600 mq di uffici nel polo commerciale, riqualificazione di via Forlanini (zona ospedale) e opere pubbliche per il valore di 520 mila euro.

Perplessità da parte del consigliere d’opposizione della lista "La Luino che unisce" Enrico Bianchi, il quale ha votato contro:«Detto così sembra che questo piano del governo del territorio sia il massimo – ha detto il consigliere – ma, in previsione della dismissione di alcune aree come quella della Ratti su cui c’è aria di speculazione edilizia, non credo sia utile ora creare un precedente».

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Pubblicato il 04 Gennaio 2007
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