Alla Dakar con la “Due cavalli”
Il tentativo di un equipaggio francese: attraversare il deserto a bordo di una Citroen modificata. Leonardo Bertoni: "Un'iniziativa che fa piacere"
Qualcuno con la "Due cavalli" è andato alla rivoluzione, moltissimi altri l’hanno utilizzata a lungo sulle strade di tutto il mondo. Ma la meta che si sono prefissi due francesi è davvero singolare: disputare la "Dakar" a bordo di una vettura erede diretta di quella progettata per la Citroen dal genio varesino Flaminio Bertoni.
Georges Marques e Cyril Ribas ci riprovano dopo la sfortunata esperienza del 2005, quando il primo tentativo si arenò troppo presto. I due piloti transalpini quest’anno vogliono fare meglio e sono partiti con l’obiettivo di portare la "Due cavalli" sulle rive del Lago Rosa di Dakar, dove si conclude il raid più famoso del mondo. La vettura, ribattezzata Bi Bip 2 come il velocissimo struzzo dei cartoni animati (l’avversario di Will E. Coyote), ha subito una serie di modifiche per adattarsi ai terreni africani (sospensioni rinforzate, raffreddamento supplementare…) e per rientrare nei regolamenti (parti del telaio sono state realizzate in carbonio per motivi di peso). La realizzazione è stata opera del "Mehari Club Cassis" che ha inviato al seguito di Marques e Ribas anche due camion di assistenza, uno dei quali iscritto alla corsa.
La "Due cavalli", forte del suo numero 400 sulle fiancate, ha preso regolarmente il via da Lisbona, collezionando un 150° e un 167° posto nelle prime due giornate di gara (gli iscritti erano 189). Tra l’altro è possibile seguire il diario di bordo della Bi-Bip sul sito www.takla-makane.com, dal quale sono state tratte le foto di questo articolo.
«L’ho vista in un servizio televisivo e mi ha fatto molto piacere» commenta Leonardo Bertoni, il figlio del grande Flaminio che da anni sta lavorando al progetto per dare a Varese un museo dedicato al padre. «Un domani quella macchina potrebbe magari fare bella mostra di sè, ma ora è inutile pensarci. Di certo è un pezzo molto interessante».
«D’altra parte – prosegue Bertoni – la "Due Cavalli" è in qualche modo abituata a correre tra le dune. Ogni anno un gruppo di privati appassionati organizza una traversata del deserto con una dozzina di vetture. Può davvero andare dovunque!».
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