Emergenza idrica: entrano in gioco i piccoli comuni

Ecco il testo del disegno di legge proposto da Acqua Bene Comune. Ora i Piccoli Comuni promuoveranno la raccolta firme

A pochi giorni dall’avvio delle attività del gruppo Acqua Bene Comune, arriva il primo importante risultato raggiunto nei confronti dell’emergenza idrica. La sua proposta di legge, infatti, è stata depositata e pubblicata sul numero 249 della Gazzetta Ufficiale. Ora spetta al Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni italiani procedere alla raccolta firme in tutte le piazze, firme necessarie a trasformare la proposta in legge.

Il provvedimento proposto da Acqua Bene Comune consta di dieci articoli, che sostanzialmente mirano a garantire il diritto all’approvigionamento d’acqua attraverso la gestione esclusivamente pubblica della rete idrica. Ecco la versione integrale dei dieci articoli:

  1. L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti inalienabili e inviolabili della persona.
  2. L’acqua è un bene finito, da tutelare e da conservare perché indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi della presente e delle future generazioni.
  3. Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità.
  4. Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alle leggi del mercato e della concorrenza e finalizzato ad obiettivi di carattere sociale e ambientale.
  5. Il servizi idrico integrato deve essere gestito esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico.
  6. Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati, a società miste pubblico-privato e a società a totale capitale pubblico.
  7. 50 litri per persona è il quantitativo minimo giornaliero garantito e gratuito.
  8. I lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio partecipano attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio idrico integrato.
  9. Il servizio idrico è finanziato con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale con tasse ambientali di scopo.
  10. Un fondo nazionale finanzia progetti per l’accesso all’acqua potabile nel sud del mondo.

Il problema della gestione della rete idrica è particolarmente sentito nella nostra provincia. In parte a causa dei generalizzati problemi di siccità, che coinvolgono l’intero paese e che nel 2006 si sono rivelati particolarmente pesanti. In parte perchè, ad esempio, nell’alto tradatese molti comuni stanno "lottando" per definire i particolari della gestione del sistema, alcuni affidandosi all’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) e altri, definiti "ribelli", facendone a meno.

Forse però, un approccio "dal basso" come quello proposto dai piccoli comuni, potrà cambiare le carte in tavola: «L’idea dell’acqua come merce – afferma il Portavoce dei Piccoli Comuni –  ha prodotto in questi anni solo degrado, spreco, precarizzazione del lavoro e peggioramento della qualità del servizio,aumento delle tariffe, riduzione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e democrazia. I dieci milioni di cittadini   che vivono nelle piccole comunità locali, rappresentano la punta avanza di una vasto movimento che nel Paese e nel Mondo è sempre più consapevole della posta in gioco e della necessità di fare dell’acqua un baluardo vero di libertà, diritti, equità sociale e democrazia».

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Pubblicato il 11 Gennaio 2007
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