Emergenza idrica: entrano in gioco i piccoli comuni
Ecco il testo del disegno di legge proposto da Acqua Bene Comune. Ora i Piccoli Comuni promuoveranno la raccolta firme
A pochi giorni dall’avvio delle attività del gruppo Acqua Bene Comune, arriva il primo importante risultato raggiunto nei confronti dell’emergenza idrica. La sua proposta di legge, infatti, è stata depositata e pubblicata sul numero 249 della Gazzetta Ufficiale. Ora spetta al Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni italiani procedere alla raccolta firme in tutte le piazze, firme necessarie a trasformare la proposta in legge.
Il provvedimento proposto da Acqua Bene Comune consta di dieci articoli, che sostanzialmente mirano a garantire il diritto all’approvigionamento d’acqua attraverso la gestione esclusivamente pubblica della rete idrica. Ecco la versione integrale dei dieci articoli:
- L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti inalienabili e inviolabili della persona.
- L’acqua è un bene finito, da tutelare e da conservare perché indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi della presente e delle future generazioni.
- Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità.
- Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alle leggi del mercato e della concorrenza e finalizzato ad obiettivi di carattere sociale e ambientale.
- Il servizi idrico integrato deve essere gestito esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico.
- Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati, a società miste pubblico-privato e a società a totale capitale pubblico.
- 50 litri per persona è il quantitativo minimo giornaliero garantito e gratuito.
- I lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio partecipano attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio idrico integrato.
- Il servizio idrico è finanziato con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale con tasse ambientali di scopo.
- Un fondo nazionale finanzia progetti per l’accesso all’acqua potabile nel sud del mondo.
Il problema della gestione della rete idrica è particolarmente sentito nella nostra provincia. In parte a causa dei generalizzati problemi di siccità, che coinvolgono l’intero paese e che nel 2006 si sono rivelati particolarmente pesanti. In parte perchè, ad esempio, nell’alto tradatese molti comuni stanno "lottando" per definire i particolari della gestione del sistema, alcuni affidandosi all’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) e altri, definiti "ribelli", facendone a meno.
Forse però, un approccio "dal basso" come quello proposto dai piccoli comuni, potrà cambiare le carte in tavola: «L’idea dell’acqua come merce – afferma il Portavoce dei Piccoli Comuni – ha prodotto in questi anni solo degrado, spreco, precarizzazione del lavoro e peggioramento della qualità del servizio,aumento delle tariffe, riduzione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e democrazia. I dieci milioni di cittadini che vivono nelle piccole comunità locali, rappresentano la punta avanza di una vasto movimento che nel Paese e nel Mondo è sempre più consapevole della posta in gioco e della necessità di fare dell’acqua un baluardo vero di libertà, diritti, equità sociale e democrazia».
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