Il nuovo ospedale aprirà a marzo
Non è ancora fissata la data dell'inaugurazione del nuovo monoblocco, sul quale rimangono ancora alcune questioni irrisolte
«Quando ci sarà l’inaugurazione? è una decisione che spetta alle istituzioni. Posso dire che il trasferimento dei reparti nel nuovo monoblocco avverrà entro la prima quindicina di marzo». Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Varese Carlo Pampari fa chiarezza sulla futura operatività del monoblocco, l’ospedale i cui lavori sono iniziati nel 2001. A sollecitare notizie sulle scadenze del nuovo ospedale è stato il leader di Movimento Libero Alessio Nicoletti, preoccupato che sulle questioni sanitarie aperte con gli Stati Generali cada il silenzio: « A metà dicembre – spiega Nicoletti – il Consiglio Comunale di Varese ha approvato un testo, tra l’altro non condiviso da Movimento Libero, che dava degli indirizzi così come Regione Lombardia e Direzione Generale chiedevano alla Città. Movimento Libero riteneva necessario un maggiore lavoro preparatorio, affinché quell’indirizzo fosse più preciso e ponderato. La sensazione, da noi percepita, è stata quella di chi vuole celermente voltare pagina per dire: il nostro lo abbiamo fatto, adesso tocca a voi».
Molti gli interrogativi avanzati dal leader di Movimento Libero: «A quando l’inaugurazione del nuovo “monoblocco”? Non era prevista per metà Gennaio? E poi, sembrava che a giorni dovesse entrare il nuovo pronto soccorso pediatrico, come confermato dallo stesso direttore generale dell’azienda durante l’audizione in commissione servizi sociali. Che fine a Fatto? E ancora, è vero che la vecchia struttura non è a norma e che servono ingenti finanziamenti per eseguire le opere necessarie? Quali ricadute avrà sull’efficienza della struttura? E non ultimo, quali reparti andranno nel nuovo monoblocco? E soprattutto, quanti posti letto ci saranno?»
La delicata fase di trasloco è da tempo al vaglio di tecnici e operatori dell’ospedale: «Nonostante avessimo inoltrato la richiesta nel giugno scorso, solo a metà dicembre abbiamo ricevuto l’autorizzazione regionale all’acquisizione di “risorse umane” per potenziare le due aree delicate: il pronto soccorso e la radiologia. Ora dobbiamo attendere i tempi tecnici per dare modo al personale di poter essere a disposizione dell’azienda. Di solito vengono richiesti almeno un paio di mesi».
Nell’ospedale di via Guicciardini, quindi, da aprile dovrebbero trovare posto i reparti di terapia intensiva, le sale chirurgiche, il pronto soccorso e cinque piani di degenza delle aree chirurgica e medica, per un totale di 640 posti letto circa. I lavori edilizi e di impiantistica sono finiti. Entro gennaio saranno pronti anche gli arredi e la struttura sarà pienamente funzionale.
«Dopo le indicazioni precise inerenti al Polo materno infantile, l’idea di spostare il Pronto soccorso pediatrico in via Guicciardini è saltato perché ogni attività legata ai bambini resta concentrata in piazza Biroldi, così come siamo assolutamente fermi su ogni decisione in merito al laboratorio di via Luini: per noi è operativo e così rimane. In attesa di un programma di sviluppo preciso, le nostre attività proseguono normalmente: la recente visita dei Nas dimostra che l’ospedale funziona secondo i livelli di sicurezza richiesti».
Per gli amministratori dell’ospedale di Varese, dunque, è un periodo complesso: ci sono molte questioni aperte, non ultime il futuro di Velate e dell’ex clinica Santa Maria, ma le risposte appartengono unicamente al piano politico che non si è ancora espresso: «Sono questioni complicate che hanno bisogno di una riflessione seria» commenta Carlo Pampari a cui, comunque, un segno dal Pirellone non dispiacerebbe.
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