Il Pm10 aumenta. Speranze affidate al foehn
A Varese soglia superata per il quinto giorno consecutivo, in Provincia siamo al settimo. E' allarme inquinamento
“Clima mite oltre la norma”. Il sito del Centro Geofisico Prealpino è fin troppo chiaro: fa caldo, troppo caldo per essere gennaio. E’ così in tutta Italia, e la provincia di Varese non fa certo eccezione.
Ma allarme surriscaldamento terrestre a parte, il problema è anche un altro: la concentrazione degli agenti inquinanti. Niente pioggia, niente neve, niente vento e l’aria si fa di giorno in giorno più irrespirabile.
A preoccupare di più sono come sempre le polveri sottili, il PM10. Le quattro centraline della rete ARPA per il monitoraggio della qualità dell’aria presenti sul territorio della provincia di Varese, situate a Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Saronno, hanno registrato valori oltre il limite (50 microgrammi per metro cubo di aria), anche nelle giornate di ieri 10 gennaio 2007.
“Questa situazione perdura ormai da alcuni giorni (siamo ormai ben oltre i 5 giorni di superamento!) ma nessun provvedimento è stato adottato per tentare di far fronte alla situazione critica “ – dice Gianluca Bertoni di Meteo Varese.
“Il comune di Varese ha deciso di non intervenire a fronte di un presunto miglioramento della qualità dell’aria che si sarebbe verificato nella giornata del 9 gennaio.
In realtà il valore misurato dalla centralina di Varese sita in via Copelli era inferiore a quello del giorno precedente, ma comunque superiore al limite imposto dalla normativa vigente. Nella giornata del 10 gennaio la centralina di Varese ha rilevato un valore medio giornaliero pari a 97 microgrammi a metro cubo (circa il doppio del valore limite).
Nel resto della provincia la situazione è ancora più critica sia per la permanenza oltre i limiti (già 7 giorni) che per i valori raggiunti (ieri valori oltre i 100 microgrammi a metro cubo con punta di 123 a Gallarate)”.
Le previsioni della qualità dell’aria lasciano ben poche speranze per un serio miglioramento: il Centro Geofisico Prealpino non annuncia precipitazioni per i prossimi giorni e prevede solo l’arrivo del vento, il foehn, che se spazzerà via almeno un po’ le polveri sottili, farà salire ulteriormente le temperature.
“A questo punto – conclude Gianluca Bertoni – mi chiedo quale sia l’utilità della rete di centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria se poi non vengono presi provvedimenti per la riduzione dell’emissione degli inquinanti”
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