Magnano: «Il rispetto è la cosa fondamentale»

Stupore e amarezza a Masnago nel primo allenamento senza Holland. De Pol: "Il gruppo resta unito". Lungo summit tra allenatore e dirigenti

La parola giusta, messa da parte la rabbia legittima, è stupore. A Masnago durante e dopo il primo allenamento senza Delonte Holland, sospeso dalla società dopo la clamorosa protesta di domenica scorsa, c’è un’aria di sorpresa mista ad amarezza.
Ci si attendeva che i quasi due giorni trascorsi dal fattaccio potessero servire a riportare il giocatore in carreggiata, ma ciò non è accaduto. Nessuna scusa ufficiale, nessuna richiesta di colloquio con Magnano e una sospensione che alla luce di questi risvolti appare inevitabile.

Lo stupore si legge nei volti degli stessi dirigenti, di Gianni Chiapparo e Mario Oioli che non ricordano casi simili negli ultimi anni. «Problemi con qualcuno ci sono stati senz’altro – spiega il ds – ma con atteggiamenti molto più contenuti». I due uomini in plancia di comando, che nel pomeriggio si erano incontrati con Claudio Maria Castiglioni, hanno parlato a lungo con Ruben Magnano subito dopo la seduta tecnica, appartati tra le poltroncine del parterre (foto).
Nel frattempo capitan Sandro De Pol (foto sotto) commentava: «Non so veramente che dire se non che il nostro è un gruppo unito e tutti quelli che sono qui sono pronti a metterci ancor più impegno». De Pol è uno dei pochi ad aver parlato con Holland: «Ci siamo sentiti lunedì sera per telefono. Lui si è scusato con me per quello che è successo, ma onestamente non so come si sia rapportato con la società. Non so neppure dire se ci sono dei margini per recuperarlo. Mi auguro che tutto si risolva, perché lui come tutti gli altri faceva parte dei meccanismi della squadra che stavano funzionando bene».

Dopo il summit, ecco anche Magnano presentarsi ai taccuini con il volto tirato ma con la consueta cortesia. «Abbiamo parlato a lungo di quel che è successo con Holland, con i dirigenti e con i ragazzi. Per me quel che più conta è il rispetto reciproco: solo così si può continuare quella strada che porta tutti noi a crescere». Neppure il coach prevede quel che succederà nell’immediato futuro: «Quel che è accaduto lo hanno visto tutti: io sono a disposizione della società e risponderò solo ad essa. Personalmente non so se Holland abbia intenzione di parlarmi: so che per ora è in atto una sospensione in attesa di capire cosa avverrà in futuro».

Due a questo punto gli scenari possibili. Quello "soft" potrebbe consistere in un pentimento di Holland, magari imbeccato dal proprio agente americano dopo la missione fallita (e un po’ pretestuosa) di quello italiano. La seconda ipotesi porterebbe invece alla rottura del contratto; in questo senso si fa anche strada il dubbio che il giocatore possa essere stato contattato da un’altra squadra e per questo "indotto" a tenere un comportamento irrispettoso. Ma per il momento ciò appare fantabasket.

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Pubblicato il 09 Gennaio 2007
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