“Prima del nuovo ospedale, serve una nuova urbanistica”
Il sindaco Nicola Mucci commenta lo stallo della nascente Fondazione sanitaria per l'area Malpensa
Nicola Mucci (foto), sindaco di Gallarate, non si nasconde le difficoltà insite nel progetto di un polo ospedaliero comune per Busto, Gallarate e l’area Malpensa, ma resta ottimista sull’esito, nonostante i tempi si allunghino. «La situazione è complessa, visto che questa idea coinvolge necessariamente vari enti locali, per tacere della Regione, che ha competenza in materia sanitaria. Ci siamo confrontati con Farioli, direi con esito sicuramente positivo: l’idea di un nuovo polo sanitario comune è condivisa». Non vi sono ancora scadenze previste per il coinvolgimento dei soggetti cui sottoporre la tematica, prima di tutto i consigli comunali di Busto e Gallarate: «Abbiamo anche lasciato trascorrere il primo semestre della Giunta Farioli» si schermisce. «Tuttavia non siamo certo rimasti inattivi, e quando l’assessore regionale alla sanità Cè è venuto a Gallarate gli ho accennato a questo progetto, trovandolo disponibile a discuterne». È chiaro però, avverte Mucci, che il Pirellone per muoversi attende sviluppi dagli enti locali: solo di fronte ad un progetto formalizzato Milano darà il suo imprimatur ed elargirà il necessario contributo – che potrebbe essere di notevole entità. Mucci tuttavia non dispera di poter trovare localmente le risorse per avviare l’operazione, e qui sta il punto chiave: negli interventi urbanistici che seguirebbero alla liberazione delle aree attualmente occupate dai due ospedali.
Lo scoglio da superare si chiama PGT, Piano di Governo del Territorio: «Non so a Busto, ma qui a Gallarate cominciamo a lavorarci già da questo mese» annuncia il primo cittadino. «Prevedere le nuove sistemazioni urbanistiche implica una lunga serie di verifiche progettuali di ordine tecnico e ovviamente economico»: in questa affermazione di Mucci si coglie il problema. Due interi quartieri, in pratica, verrebbero a liberarsi a Busto e Gallarate: "facendo cassa" opportunamente si rastrellerebbero le risorse per il nuovo, grande ospedale comune, che dovrà battersi contro prevedibili resistenze da più parti.
Tempi lunghi, dunque: da qui ad un anno, all’inizio del 2008, sapremo qualcosa di nuovo? Si sarà fatto qualche passo avanti? Mucci è ottimista: «Io credo proprio di sì. Per allora avremo finalmente coinvolto i consigli comunali, e se gli strumenti di pianificazione urbanistica saranno a buon punto, potremo cominciare a dare un volto definito al nuovo polo sanitario».
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