Sincobas, ultimo atto: nasce SdL
Sartorato: «Ci uniamo con Sult per dare più forza al sindacalismo di base». Tfr e riforma delle pensioni nel mirino del nuovo soggetto sindacale
Ultima chiamata ieri sera a Villa Tovaglieri per gli iscritti al SinCobas (sindacato intercategoriale dei comitati di base), riunitisi a confermare – all’unanimità – la prevista fusione con Sult (sindacato unitario lavoratori trasporti). Dopo il congresso conclusivo di Roma (12-14 gennaio) la fusione nel nuovo SdL (sindacato dei lavoratori) – Intercategoriale sarà cosa fatta. In provincia di Varese il nascente sindacato rappresenterà circa un migliaio di lavoratori, sudddivisi per ambito.
«Ci uniamo per essere davvero alternativi alla "triplice" confederale di Cgil-Cisl-Uil e dare una risposta forte ai lavoratori che hanno fiducia nel sindacato di base» spiega il coordinatore provinciale di SinCobas Fausto Sartorato. Gli fa eco il segretario regionale trasporti del Sult Victor Morchio: «C’è una necessità basilare: quella di riportare il sindacato alla sua funzione originaria, quella di stare con i lavoratori, di lavorare al loro fianco e per i loro interessi. È un ruolo che si va purtroppo dimenticando: i sindacati sono stati investiti da tutta una serie di ruoli e attività che li hanno mandati alla deriva. Oggi il sindacalismo è diventato un fatto d’élite, e per chi lavora non è facile farsi ascoltare. Troppe decisioni che pesano vengono prese dalle alte sfere, sulla pelle di chi ne subisce le conseguenze». Il riferimento è ad esempio alla questione del Tfr o alla riforma pensionistica, temi su cui il nuovo sindacato annuncia implacabile opposizione.
Gli interventi in sala, presenti a rappresentare la politica anche esponenti di Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani, hanno posto l’accento sul momento di grave crisi del movimento dei lavoratori a livello italiano e mondiale, sulla percepita subalternità della politica odierna alle idee delle destre e sulla mancata rappresentanza politica di chi lavora. Il tema della globalizzazione è stato messo in luce da Morchio, cileno d’origine: «qualche tempo fa il capitalismo era nazionale, e si poteva inveire contro l’America piuttosto che contro questo o quel Paese». Oggi, invece, il capitalismo è transnazionale, globale appunto: «all’alleanza dei padroni, che si esplica nel WTO, nel Fondo Monetario Internazionale, nell’Unione Europea – unione di padroni e tecnocrati liberisti, non di popoli sovrani – non corrisponde alcuna vera alleanSartoratoza mondiale dei lavoratori». In tempi in cui chiunque può chiudere e riaprire la fabbrica in Romania, o qaundo si invoca l’importazione di lavoratoti stranieri… con la mancanza di diritti dei Paesi d’origine, sottoline aMorchio, «bisogna lavorare per una nuova unità e un nuovo internazionalismo, e riuscire a influire su Bruxelles, o tutto passerà sulle nostre teste». Sulla vicenda del Tfr da impiegare per pensioni integrative, Morchio ha osservato che vicende come il crac Enron in America rendono molto rischiosa questa strategia, ed ha criticato duramente il sistema bancario italiano, che andrebbe a beneficiare dell’impiego speculativo di questi fondi.
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