Open Space fa volare Varese
Uno spettacolo di danza accattivante, con scelte musicali intelligenti, ha stupito il pubblico dell'Apollonio
Abiti d’argento con grossi tubi che partono dai piedi, sciarpe dai mille tentacoli, cerchi, sfere. Tutto si trasforma in pianeti, esseri viventi, foglie, ali. Benvenuti nell’illusione della danza, quella che la RBR dance company ha ricreato ieri sera, domenica 18, all’Apollonio di Varese con il suo Open Space. Qualche gioco di luce e tanta furbizia hanno trasformato gli otto danzatori in molecole, atomi, quasar, terrestri e marziani, raccontando una storia, quella della natura e della scoperta, che a passo di danza ha un sapore tutto nuovo.
Nuovo, e accattivante. Le coreografie di Cristiano Fagioli regalano ancora una volta scenari d’impatto, virtuosismi in grado di mettere in evidenza le capacità tecniche ed atletiche di questi ballerini dalla formazione classica, in grado quindi di affrontare con sicurezza ed eleganza la moderna. Non si può non rilevare un’ispirazione chiara ai punti di riferimento del momento: i Momix, i Pilobolus.
La RBR conferma la sua volontà di sperimentazione, con un prodotto artistico comunque pronto a farsi apprezzare da un pubblico ampio. Questo in Open Space è dovuto anche alle musiche, firmate Massive Attack, Moby, Graeme Revell e Lino Canavacciuolo, in grado di sostenere con vitalità e ritmo l’intero spettacolo. Una musica spiccatamente contemporanea, in grado di accompagnare coreografie con qualche nota di classica e grande vitalità.
Particolarmente riusciti alcuni duetti, che si sono guadagnati applausi a scena aperta, e alcune coreografie di gruppo che hanno fatto tesoro degli originalissimi, ed intelligenti, costumi di Silvana Falasconi e Cristina Ledri. Tutto fino alla grandiosa scena finale, con una ballerina appesa ad una corda, che volteggia nell’aria raggiungendo, finalmente, la leggerezza della serenità e dello spazio aperto.
L’Open Space arrivato ieri a Varese era uno spettacolo rivisto e perfezionato nel tempo. Dalle prime versioni Cristiano Fagioli ha arricchito le musiche, e cambiato diversi ballerini, alla ricerca di un prodotto sempre più maturo. E così è sembrato, anche al pubblico, che ha applaudito con entusiasmo uno spettacolo che, per 45 minuti, ci ha portati in un’altra dimensione.
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