Salvare la Vicuron e la ricerca scientifica in Italia

Lettera aperta della federazione varesina dei Comunisti italiani ai lavoratori della Vicuron-Pfizer, ai cittadini e alle istituzioni

Tra un mese circa, alle fine di marzo, anche gli ultimi ricercatori della Vicuron di Gerenzano lasceranno il loro posto di lavoro, chiudendo così, con un triste epilogo, la storia dell’importante centro di ricerca del saronnese.

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I ricercatori Vicuron in manifestazione per i licenziamenti 4 di 7

Sulla vicenda della Vicuron interviene oggi il Partito dei Comunisti Italiani, con una lettera aperta inviata ai lavoratori e alla cittadinanza di Gerenzano.«Il Centro ricerche Vicuron di Gerenzano – si legge nella lettera – è stato chiuso dalla Pfizer nel dicembre scorso: 70 lavoratori hanno perso o sono in procinto di perdere il posto di lavoro; un Centro di ricerche biomediche, leader nel suo settore, rischia così di essere perduto. Si tratta di una perdita grave e non solo per la provincia di Varese: la Vicuron è  una questione nazionale in quanto la sua storia ripropone drammaticamente il tema della debolezza della ricerca scientifica nel nostro Paese, come ha sottolineato attraverso un’iniziativa parlamentare la Senatrice Maria Pellegatta. Il Centro ricerche di Gerenzano è stato acquistato dalla multinazionale americana Pfizer e dismesso nel giro di un anno per motivi di carattere eminentemente finanziario: quello di  mettere le mani su una nuova molecola, frutto di anni di lavoro e di ricerca della Vicuron, pronta ad entrare nel mercato americano come antibiotico naturale per la cura delle grandi ustioni e dei postumi da interventi chirurgici».

La chiusura del Centro ricerche della Vicuron era stata condizionata al rispetto di un accordo sindacale, che prevedeva la donazione alla Provincia di Varese dello stabilimento, con il vincolo della continuità dell’attività di ricerca. Per la sua gestione la Provincia di Varese ha istituito un Ente denominato “Istituto insubrico per la ricerca sulla vita”. «In tale contesto – spiega la federazione varesina del PdCi pur tra riserve e preoccupazioni, abbiamo considerato favorevolmente tale accordo, ma, a più di due mesi dalla chiusura e vicini alla scadenza prefissata per aprile, il nuovo Ente non ha assicurato alcuna continuità al Centro ricerche, si è limitato a promettere  l’assunzione di poche unità e ha ipotizzato lo spezzettamento della sede in varie attività.  Ora però le preoccupazioni aumentano e siamo sempre più convinti che l’assunzione del problema da parte della Provincia sia stata un’operazione di pura  propaganda: non dimentichiamo come e quanto l’ha enfatizzata la Lega, alla presenza addirittura di Bossi».

I Comunisti italiani esprimono grande preoccupazione per l’assenza di un’adeguata politica industriale per la farmaceutica da parte dello Stato  e ribadiscono come obiettivi irrinunciabili il pieno impiego dei lavoratori licenziati e la riattivazione del Centro Vicuron e del programma di ricerca.

«A questo riguardo evidenziamo inoltre che nell’ambito della ricerca le competenze spettano alla Regione ed è ben strano ed inaccettabile che la Lombardia, che rivendica ad ogni occasione più poteri, non eserciti quelli che ha e si chiami fuori – conclude la lettera – Ai lavoratori e ai cittadini ribadiamo il nostro impegno per realizzare l’obiettivo di salvare la Vicuron, che rappresenta una potenzialità essenziale della ricerca biomedica in Italia,  e per rilanciare più complessivamente la ricerca scientifica, obiettivo centrale del programma e degli atti di governo dell’Unione, vero e principale motore dello sviluppo economico e sociale del Paese».

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Pubblicato il 23 Febbraio 2007
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