Varese-Bombay, la missione di Alberto Ribolla

Intervista del Presidente dell’Unione degli industriali. Farà parte della delegazione di Confindustria nella Missione imprenditoriale in India con il presidente del Consiglio Romano Prodi

Alberto Ribolla, presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, farà parte della delegazione di Confindustria nella Missione imprenditoriale in India a seguito del presidente del Consiglio Romano Prodi. Lo scorso settembre aveva partecipato, sempre nella delegazione di Confindustria, alla missione in Cina.

Due grandi paesi nel cuore dell’Asia a cui l’Italia guarda con grande interesse. Esistono però delle differenze?
«Tra i due paesi sì, ma credo che per noi non sia molto diverso approcciare l’uno o l’altro mercato. Dovunque troviamo abitudini e sensibilità diverse dalle nostre e dunque dobbiamo fare, in entrambi i casi, lo sforzo di comprendere prima di tutto le caratteristiche dei luoghi per farle nostre. Dobbiamo instaurare un rapporto paritario. Oggi, per riuscire a penetrare nel mercato di un paese è necessario insediarvi una unità produttiva o stringere accordi di partenariato. È indispensabile essere percepiti da quel mercato come operatori locali. Quella che, qui, potrebbe essere considerata un’operazione di delocalizzazione, diventa invece una localizzazione strategica».

Che può portare comunque dei vantaggi per l’impresa che rimane in Italia?
«
Certo. C’è in primo luogo un effetto-traino perché l’unità produttiva all’estero ha in genere necessità di acquisire beni o servizi, quelli a più alto valore aggiunto, dal paese di origine. A sua volta, l’impresa-madre può importare da quella gemmata quei semilavorati o anche quei prodotti finiti che non sarebbe più economico produrre nel paese di origine e ciò le consente di recuperare preziosi margini di competitività per la sua stessa sopravvivenza. Ma, in ogni caso, queste localizzazioni strategiche, come io le chiamo, sono indispensabili se non vogliamo che siano altri ad occupare quote di mercato che possono essere tranquillamente nostre, perché le nostre imprese hanno tutti i requisiti per soddisfare la domanda di quei paesi».

Come si svolgerà la Missione?
«
Questa Missione è articolata in due tappe: una a Calcutta e l’altra a Bombay. E’ una missione multisettoriale con un focus specifico sui settori tessile/pellame, agroindustria, infrastrutture/turismo e strumenti finanziari per investimenti e Information & Comunication Technology. In entrambe le tappe verranno organizzati incontri di business tra imprenditori italiani e indiani. Nella tappa di Bombay si terrà l’India – Italia Business Forum è il primo di una serie di eventi, previsti nel corso del 2007, finalizzati a far conoscere ed accrescere la presenza del Made in Italy nel subcontinente Indiano. In questa occasione verranno anche approfondite le possibilità di cooperazione tra i due Paesi».

Quali sono i settori produttivi italiani che interessano oggi maggiormente il mercato indiano?
«Ci sono comparti che sono da considerare particolarmente promettenti perché in India stanno crescendo ad un ritmo più sostenuto rispetto all’incremento delle esportazioni italiane verso tale paese e per i quali, quindi, sussisterebbero possibilità di crescita per le nostre esportazioni. Si tratta dei prodotti alimentari, dei metalli e prodotti in metallo, delle macchine e apparecchi meccanici ed elettrici, degli apparecchi medicali, dei prodotti chimici e delle fibre sintetiche artificiali, del mobilio».

In provincia di Varese abbiamo produzioni di eccellenza nel campo dei beni strumentali. Quali prospettive?
«Direi senz’altro buone e mi riferisco in particolare alle macchine utensili, alle macchine per l’industria tessile, a quelle per la lavorazione della plastica e del legno. Poi, il settore petrolifero e quello della difesa, le aziende aeronautiche della nostra provincia possono affermarsi grazie alle loro riconosciute eccellenze. Infine, direi tutta la componentistica dell’automotive, perché l’India si sta candidando a diventare un paese leader nella produzione automobilistica. Teniamo presente, peraltro, che l’India sta registrando una crescita economica molto robusta, intorno all’8 per cento all’anno, e che, conseguentemente, si aprono prospettive interessanti un po’ per tutti i comparti produttivi».

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Pubblicato il 10 Febbraio 2007
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