Con il fotovoltaico la bolletta non è più un problema

Il nuovo conto energia premia chi decide di installare un impianto a energia solare. Un chilowatt prodotto dal privato vale tre volte quanto lo paghiamo oggi. Inoltre, meno burocrazia e un incentivo che dura vent'anni

Produrre energia, per se stessi e per gli altri, e alla fine guadagnarci. La bolletta non sarà più un problema per la famiglia, ma una risorsa. Non è il gioco dei desideri, ma gli effetti del nuovo Conto energia per chi installa nella propria abitazione o azienda pannelli fotovoltaici, che generano energia elettrica convertendo le radiazioni solari. Un esempio? Per un impianto domestico integrato (cioè che fa parte stabilmente dell’abitazione) il nuovo conto energia prevede un incentivo di 0,49 centesimi di euro per ogni chilovattora prodotto (oggi paghiamo 0,18 centesimi per un chilowattora), 0,44 se l’impianto è parzialmente integrato (ad esempio appoggiato sul tetto di tegole) e 0, 40 se non è integrato, (ad esempio collocato in giardino).
Secondo l’ingegner Gabriele Castiglioni, responsabile del progetto Elmec Solar, che si occupa di progettazione e installazione di impianti  fotovoltaici, ci troviamo di fronte a una vera e propria svolta.
«È un salto di qualità notevole per la politica energetica basata su fonti rinnovabili. Il nuovo conto energia ha finalmente invertito una tendenza e affermato un principio culturale non meno importante di quello economico».

In che senso?
«Al di là degli incentivi, che sono interessanti per quantità e  durata,  sono stati eliminati passaggi burocratici che generavano incertezza e si è invertita la procedura, rendendola aperta. Una volta bisognava fare prima  la domanda al gestore per chiedere l’incentivo e poi costruire l’impianto, con conseguenti tempi lunghi perché il gestore dei servizi elettrici (Gse ndr) doveva vagliare prima le domande e poi dare l’ok. Il risultato è stato che in Italia su 85 megawatt disponibili ne sono stati installati solo 10».

Oggi, invece, qual è la procedura?
«Innanzitutto, chi vuole costruire un impianto fotovoltaico puo’ farlo rivolgendosi ad un’azienda specializzata che presenta il progetto all’Enel che, a sua volta, entro 15 giorni dà l’ok. Quando l’impianto è funzionante si dà comunicazione al gestore per ottenre l’incentivo. L’altro aspetto è che l’incentivo non è in conto capitale,  cioè sulla costruzione dell’impianto, ma sulla produzione di energia: un tot per ogni kilowattora prodotto. E soprattutto avrà una durata di vent’anni. In questo modo si vuole affermare una vera cultura dell’energia rinnovabile, premiando chi vuole installare un impianto».

Il nuovo conto energia che impatto ha, invece, sulla rete produttiva?
«Si decentralizza la produzione, ovvero si produce energia dove la si consuma e per farlo bisogna essere in rete. Tutta l’energia che non si impiega per l’uso domestico, viene venduta al gestore che puo’ destinarla ad altri soggetti. A valle dell’impianto ci sarà un contatore e il singolo potrà controllare ogni giorno quanta energia elettrica ha prodotto, quanta ne ha usata e quanta ne ha venduta. È una gran bella soddisfazione».

La Germania è leader in questo settore. Si è mossa in anticipo rispetto agli altri Paesi, ha creato moltissimi posti di lavoro e un’economia che ruota intorno alle energie rinnovabili. E l’Italia?
«Sono convinto che il nuovo conto energia produrrà subito i suoi effetti per due motivi: da una parte è stato tolto il limite degli 85 megawatt, che di fatto bloccavano l’accesso agli incentivi, e dall’altro si fa leva su due aspetti a cui i consumatori sono ben attenti: il risparmio e il guadagno. Per chi deciderà di fare questo investimento, la bolletta non sarà più un incubo. Noi abbiamo già molte richieste dal sud al nord della provincia e anche da Como, segno che il messaggio è arrivato. Infine, c’è un discorso sociale altrettanto importante perchè si contribuisce al benessere del Paese».

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Pubblicato il 08 Marzo 2007
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