«Il Parco delle Groane assediato dal cemento!»
Grido d'allarme delle associazioni ambientaliste che accusano il mondo politico di disinteressarsi completamente dell'area verde
«Il Parco delle Groane rischia di scomparire, assediato dal cemento!». L’accorato grido d’allarme per l’ultimo polmone verde nella zona di confine tra le province di Varese e Milano viene dalle associazioni ambientaliste dell’Alto Milanese, che fanno appello ai sindaci dei Comuni aderenti all’area protetta perché diventino i principali difensori del Parco e del suo ruolo ambientale e sociale come irrinunciabile presidio per la qualità della vita del territorio.
«Il Parco delle Groane è stato istituito nel 1976 per difendere e tutelare quei luoghi di alta naturalità che sopravvivevano sull’altopiano argilloso esteso da Bollate a Lentate – scrivono i responsabili di Wwf, Lipu, Legambiente e diverse associazioni dell’Alto Milanese – A quell’epoca nessuno avrebbe scommesso sulla sopravvivenza di una striscia di terra su cui avanzavano minacciose lottizzazioni, e invece il parco ha retto, a differenza dei terreni circostanti che si sono intasati di cemento. Ora il parco è al centro di forti appetiti edificatori che rischiano di comprometterne l’esistenza e vanificare gli enormi sforzi profusi fin qui. Le Groane non sono solo un’area verde fruita da decine di migliaia di persone: esse infatti custodiscono preziosi ecosistemi (boschi acidofili, brughiere, zone umide) legati alle particolari caratteristiche dei suoli. L’importanza di questi ecosistemi è riconosciuta dalla UE, infatti nel Parco sono presenti due importanti aree SIC (Siti di Interesse Comunitario)».
Queste aree – si legge in un documento inviato agli amministratori della zona – sono da tempo abbandonate a se stesse e per mancanza di interventi economici a sostegno delle cure gestionali sono già evidenti i problemi ecologici: i boschi sono sempre più infestati da specie di provenienza esotica, importanti zone umide – lo stagno di Lentate e le foppe di San Dalmazio nei boschi di Ceriano e del Manluè nella Pineta di Cesate – ricche di fauna e di specie rare di flora stanno letteralmente scomparendo.
«Mai come in questi ultimi anni abbiamo registrato una così forte pressione di cemento sul parco, ma quello che ci preoccupa maggiormente è che l’ente gestore non ha difese, la politica se ne disinteressa, da quasi due anni manca il CdA, da luglio il parco è in gestione commissariale, oggi l’ente è inadeguato a gestire una così estesa area verde. Per questo le associazioni si sono riunite per avviare un confronto e intraprendere azioni di tutela del Parco».
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