La rivolta dei sindacati contro i parcheggi a pagamento
La Fials minaccia una manifestazione di protesta per il 31 marzo e annuncia una raccolta firme per protestare contro i parcheggi a pagamento per i dipendenti
Il problema
parcheggi torna ad agitare il clima sindacale all’interno dell’azienda
ospedaliera di Varese. La decisione di far pagare ai dipendenti i parcheggi in
via san Michele del Carso e all’interno del multipiano ha provocato anche la
reazione della Fials.
In un
comunicato, il sindacato annuncia una raccolta di firme contro il piano e anche
una manifestazione pubblica il 31 marzo,
giorno dell’inaugurazione: «Per noi – si legge in un comunicato – gli attuali
posti all’interno dell’attuale Ospedale devono essere tutti gratuiti, questo
garantirebbe a tutti i turnisti di poter trovare parcheggio, soprattutto al
cambio orario, e non solo, ma anche ai non turnisti. Abbiamo anche contestato
il prezzo di 60.00 euro per il parcheggio multipiano, in quanto l’affitto ci
sembra troppo oneroso per dipendenti che appartengono soprattutto nella fascia
del comparto che sicuramente non guadagna stipendi “favolosi”. Basti pensare
che la somma di 60.00 euro non copre neanche l’aumento salariale di una fascia
economica orizzontale. Non si può fare “cassa” a scapito di lavoratori con
stipendi quasi da fame. Inoltre il progetto, eseguito dalla ditta, che è
costato 12 milioni di euro all’Azienda ne costerà molti di più visto che per
ogni anno l’Azienda sborserà la “modica cifra di più di un milione di euro”,
all’anno, per 25 anni. Quindi crediamo che questo modo di finanziare i progetti
siano perdenti in tutti i sensi e quindi tutto ciò non può ricadere sui
lavoratori.
Altra nota
dolente è la sperimentazione che l’Azienda vuole attuare, prima dell’avvio del
piano, per circa un mese.
Abbiamo affermato che la cosiddetta “SPERIMENTAZIONE”
è solo una perdita di tempo, senza alcuna logica, se non quella di invogliare
il dipendente ad abituarsi ad una comodità che poi dovrà pagare cara!!. Quindi nessuna
sperimentazione, non è certo un mese in più o in meno che risolve il problema, ma
risposte chiare e subito».
«Tagliare i nastri va bene – conclude la nota della
segreteria provinciale della Fials – ma
tagliare, indirettamente, il salario del lavoratori costringendoli a pagare
affitti per garantirsi un posto macchina e’ ingiusto e vergognoso».
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