Le carte di Vittorio Tavernari
La mostra dedicata al maestro firma la prima iniziativa di Barasso in Arte
Dal 31 Marzo 2007 al 14 Aprile 2007 presso la Villa
S.Martino di Barasso si terrà una mostra su Vittorio Tavernari, scomparso nel
1987 dopo una intensa attività artistica. La mostra, focalizzata sulle carte di
Tavernari, potrà essere visitata con ingresso gratuito dal lunedì al venerdì
dalle ore 15.00 alle ore 19.00, ed il sabato e festivi dalle ore 10.00 alle ore
19.00 prenotandosi al numero 0332-743386 – interno 5, o all’indirizzo
www.comune.barasso.va.it
Per visite scolastiche la mostra potrà essere visitata alla
mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00
Vittorio Tavernari nasce a Milano il 28 Settembre 1919, e
subito dopo aver iniziato l’apprendistato nel 1935 presso l’atelier di
Francesco Wildt a Milano, scolpisce l’anno seguente Il Ritratto della sorella
Carla in marmo bianco. Inizia l’attività espositiva nel 1941 a Varese,
all’Hotel Magenta, poi nel 1948 alla Galleria del Camino di Milano. Tavernari
continua la sua crescita professionale realizzando una serie di dipinti e di
sculture, ma anche stringendo forti amicizie con altri artisti.
E’ presente alla IX Triennale di Milano, dove espone Grande Forma
Antropomorfa premiata con medaglia d’argento, oltre che in numerose edizioni
della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma. Nel 1954 realizza Il
Fiume in legno attualmente presente alla collezione Guggenheim a New York. Dal
1960 la sua attività espositiva assume un livello internazionale dove riceve
numerosi riconoscimenti. Il Gran Torso del 1961 viene donato dalla Fondazione
Blanchette Rockfeller al MOMA di New York. Altre sue opere sono presso la galleria d’Arte Moderna a Bologna, il
P.A.C. di Milano, il Museo Diocesano a Palermo, la fondazione Lercaro a
Bologna, il Centro Studi Ragghianti a Lucca, la Banca dello Stato a Bellinzona,
il MUSMA a Matera.
Vince il primo premio all’esposizione dell’arte sacra a
Bologna nel 1964, e diventa membro dell’associazione internazionale delle arti
plastiche dell’UNESCO. La sua attività professionale prosegue sia a livello
espositivo sia continuando in quella “sperimentazione” di materiali e tecniche. Muore il 29 Ottobre 1987.
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