Liceo Crespi: le scorrettezze dell’assemblea
La posizione di una studentessa dopo la contestata iniziativa con il senatore Rossi
Gentile direttore,
vorrei aggiungere alcune considerazioni in merito a quanto accaduto al liceo classico Daniele Crespi di Busto Arsizio, essendo relativamente coinvolta nella vicenda.
Sono la studentessa che ha proposto al comitato studentesco di inserire tra gli invitati al dibattito il parlamentare Giorgetti o il senatore Galli entrambi della Lega Nord, che avevano a tal proposito già dato la loro disponibilità.
Le motivazioni a fondamento di questa idea erano le seguenti:
1) la politica non è fatta solo di maggioranza ma anche di opposizione e quindi mi sembrava evidente che la crisi di governo toccasse entrambe le parti
2) per una questione di semplice pluralismo, in quanto con la presenza del senatore Rossi del Pdci e di Turigliatto di Rifondazione Comunista si sarebbe presentato il rischio di cadere in un’assemblea di parte
3) la Lega Nord è stato l’unico partito, distintosi in questo senso tra gli altri, ad aver proposto le elezioni anticipate in seguito alla caduta del governo, pertanto sarebbe stato interessante sapere il perché e sarebbe stato, oltretutto, un intervento pertinente.
La mia da semplice proposta che era, è stata interpretata come un alternativa improponibile. Infatti sono stata aggredita verbalmente da cinque studentesse contemporaneamente, senza che i rappresentanti di istituto,(eccetto uno), che dovrebbero garantire imparzialità e un ordinato svolgimento del comitato studentesco, intervenissero per fermare quest’atteggiamento scorretto; proprio durante il corso del comitato, varie e, secondo me, poco ponderate sono state le risposte alla mia iniziativa, ovvero: che la Lega, a loro giudizio, non è un partito serio rispetto a rifondazione comunista, che la crisi di governo (che credo tocchi tutti, dai politici di entrambe le parti a noi cittadini) riguarda solo la sinistra etc, etc… Un rappresentante non mi ha lasciato il tempo di ribattere dicendo: «La crisi di governo tocca soltanto la sinistra, è così, non c’è nemmeno da discutere», mostrando così il clima di intolleranza oserei quasi dire dittatoriale vigente nel nostro istituto.
Sottolineo inoltre che non faccio parte di Comunione e liberazione e che non sono nemmeno una loro "legata", ma semplicemente che da studentessa, avente il diritto e la libertà di fare proposte (cosa che al quanto pare non tutti hanno compreso), ho detto la mia opinione a riguardo dell’assemblea, cioè che ritenevo opportuno preoccuparsi di trovare una controparte per evitare si creasse l’occasione per uno spot elettorale a discrezione di una parte politica.
Inoltre per quale motivo lottiamo per il nostro diritto ad avere delle assemblee se noi per primi lo buttiamo via? Mi dispiace dirlo ma, in questo caso, siamo stati noi studenti a sbagliare, convocando due comitati studenteschi senza il numero di studenti necessario per effettuare le votazioni e, per di più, l’ultimo si è svolto irregolarmente all’intervallo.
Ed infine una domanda mi pongo: perché opporsi alla decisione della preside di annullare tutta l’assemblea, lottando per salvare soltanto uno tra i vari gruppi che dovevano essere presentati? A questo punto aggiungo i miei sospetti a quelli del rappresentante d’istituto Giorgio Bottini: che fosse nell’interesse di quest’ultimo? O meglio, che fosse il suo unico interesse presentare quel solo gruppo?
A voi la risposta e manifesto tutto il mio sostegno e la mia solidarietà nei confronti della Preside, attaccata da alcuni studenti e dallo stesso Senatore Fernando Rossi (che ha parlato di «abuso di potere» da parte della preside, mentre mi sembra che sia stato lui il primo ad abusare della sua carica), per aver cercato di far rispettare le regole all’interno del nostro istituto.
In questa lettera ho soltanto detto la mia. Mi auguro di non trovarmi di fronte reazioni intolleranti alla libertà di pensiero come al Comitato e mi scuso per il dilungamento sul retroscena dell’assemblea, ma mi premeva parlarne.
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