Mirabelli: “Serve sicurezza, non propoaganda”

Il segrtario cittadino ds polemico con la partecipazione del sindaco Attilio Fontana alla sfilata di Milano

Riceviamo e pubblichiamo 

Come DS abbiamo sempre avuto a cuore la sicurezza della nostra città. In particolare, presentammo una mozione sulle politiche della sicurezza in data 29 ottobre 2002, discussa in Consiglio comunale il 28 aprile 2003. 

In tale mozione elencavamo, con dovizia di dati statistici, rifuggendo da facili allarmismi, una situazione della nostra città che ritenevamo preoccupante alla luce dei fattori di rischio tradizionali (un sistema economico sviluppato che consente una buona diffusione di ricchezza; la vicinanza del confine di Stato con la Svizzera; la facilità di collegamento con il Piemonte) e di quelli nuovi (lo sviluppo di Malpensa dove all’intensità di investimenti e di affari corrispondono in maniera proporzionale fenomeni di illegalità, corruzione, attività criminose).

Denunciavamo con forza l’escalation di alcune tipologie di reati quali omicidi, rapine, furti, lavoro nero, riciclaggio, usura, estorsione, proponendo soluzioni concrete. In uno spirito bipartisan, perché una classe politica degna di questo nome non deve mai dividersi sul tema della sicurezza dei cittadini.

La mozione, purtroppo, fu trasformata, su proposta del centrodestra, in una semplice raccomandazione alla Commissione competente di proseguire i lavori già cominciati con l’esame del famoso progetto “Varese Sicura”.

L’ex sindaco Fumagalli (Lega) dichiarò, come risulta dal verbale della seduta, di non condividere la visione apocalittica della criminalità da noi presentata per quanto riguardava, in particolare, la piaga della droga, del traffico di armi e della prostituzione da cui la nostra città, secondo lui, si era liberata da tempo. 

Nei mesi scorsi i fatti hanno sottolineato impietosamente come, al di là dei proclami, le precedenti amministrazioni di centrodestra avessero colpevolmente sottovalutato la questione sicurezza. Sono sotto gli occhi di tutti i varesini, infatti, le rapine avvenute in pieno centro ad una nota banca e alla Tesoreria del Comune, l’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione in un albergo e in alcuni locali notturni, l’esplosione del fenomeno dello strozzinaggio ai danni soprattutto delle microimprese a conduzione familiare, i continui arresti per spaccio di stupefacenti anche nella centralissima piazza Repubblica, gli scippi, i furti nelle abitazioni private, le risse in piazza Monte Grappa, nei pressi delle stazioni e nelle zone periferiche, gli atti di vandalismo. 

Ci auguravamo, pertanto, che il tema della sicurezza ritornasse ad essere prioritario nell’agenda delle forze politiche presenti a Palazzo Estense. 

Tuttavia, la partecipazione del sindaco Fontana alla fiaccolata della Moratti a Milano ci fa sorgere una domanda: ma il governo Berlusconi, tra il 2001 e il 2006, non si è caratterizzato per tagli consistenti alle risorse necessarie alle forze dell’ordine? Dov’erano allora Lega, FI, AN e UDC? Lo sanno che il governo Prodi con una sola finanziaria ha stanziato per i miglioramenti contrattuali al personale del comparto difesa e sicurezza, militari e forze dell’ordine, per il biennio 2007/2008 ben 1 miliardo e 229 milioni di euro, ovvero l’85,7% in più rispetto ai 175 milioni di euro previsti dal governo Berlusconi per il biennio 2006/2007?

Da parte nostra continuiamo a pensare che occorra investire con fiducia in politiche tendenti a fare maturare una visione globale della sicurezza che comprenda non solo le attività di contrasto, ma anche quelle di recupero e di integrazione sociale. Siamo convinti, infatti, che una risposta basata esclusivamente sulla repressione di tipo poliziesco, non sia sufficiente a contenere il disagio che si è diffuso tra la popolazione. Occorre mettere in campo un mix intelligente di interventi per il presidio del territorio e per il ripristino della questione sociale. In questa direzione apprezziamo che il sindaco Fontana invece di proporre, come è successo in passato, di ricorrere alle solite costose telecamere (che di notte sono inutilizzabili) o a improbabili e impreparati “volontari per la sicurezza”, abbia rilanciato soluzioni da noi sempre suggerite.

Il sindaco, del resto, se lo volesse veramente, già oggi avrebbe a sua disposizione degli utili strumenti da sfruttare meglio rispetto al passato. Puntando, ad esempio, su una presenza più attiva del Comune al Tavolo territoriale per la sicurezza; impegnandosi per la nascita di un coordinamento operativo tra carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia locale, sotto un’unica sala operativa e un unico comando, per garantire una presenza costante non solo presso le stazioni ma anche nelle castellanze e nei rioni; incentivando la massima collaborazione possibile tra i cittadini e le forze dell’ordine; operando, in tutte le sedi opportune, per processi che finalmente si concludano in tempi accettabili, perché una giustizia che arriva dopo dieci o quindici anni non è più vera giustizia. Senza dimenticare che la più efficace politica della sicurezza è anzitutto quella che migliora la qualità della vita combattendo il degrado, curando gli spazi pubblici, costruendo occasioni di socializzazione e solidarietà. 

Per quanto riguarda la necessità di una stazione della polizia ferroviaria, non possiamo che rallegrarci del fatto che il sindaco abbia fatto proprio il nostro emendamento alla mozione Ghiringhelli, che ha avuto il merito di sollevare la questione lasciata irrisolta dalle precedenti amministrazioni di centrodestra. 

La politica, anche a livello locale, impone di compiere scelte responsabili. I DS  auspicano che, almeno su un tema così delicato, vi sia qualcuno, nella maggioranza di centrodestra, che sia disponibile a ragionare in termini di un sereno confronto democratico e non solamente in termini di propaganda politica. 

Fabrizio Mirabelli

Segretario DS Varese

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Pubblicato il 27 Marzo 2007
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