Farioli incontra il Comitato genitori Busto
Alcuni genitori con i bambini protestano di fronte al Comune. Il sindaco: «La volontà di garantire i centri estivi per bambini c'è»
Il Comitato genitori Busto si mobilita per farsi garantire il servizio dei centri estivi per bambini nel mese di luglio, e il sindaco Farioli gli viene incontro promettendo che tutto si sistemerà per il meglio e che l’anno prossimo non si dovrà arrivare di nuovo a fine giugno per avere delle certezze.
Intorno alle 11 di sabato una trentina di genitori con i loro piccoli si fanno vivi in via Fratelli d’Italia, all’ingresso del Municipio: intendono ottenere risposte dal Comune per il servizio del mese di luglio, gestito a parte rispetto al resto dell’anno ma di grande utilità. Il servizio è a rischio per l’agitazione delle educatrici, cui l’amministrazione ha negato alcuni benefit (giorni di ferie aggiuntivi) concessi negli anni scorsi per l’espletamento, volontario, del servizio estivo. «Facciamo almeno un passo avanti, sono quindici anni che si procede così, finendo sempre con l’acqua alla gola a fine giugno: è un servizio che va garantito» esorta Alberto Zone, presidente del Comitato genitori. «Qui o ci danno delle risposte concrete, o facciamo lo sciopero fiscale e paghiamo le rette con due mesi di ritardo». Gli fa eco Rossella Sabato: «È assurdo trovarsi a fine giugno senza garanzie di sorta sul servizio. Ci dicono di non preoccuparci, ma ci preoccupiamo eccome: il servizio deve essere garantito, e con il personale interno, per ragioni di continuità educativa».
Come la processione, bimbi trottanti al seguito, si avvicina alle scale che conducono agli uffici comunali, ne scende il sindaco Gigi Farioli, che improvvisa un comizio nel cortile del municipio. «Martedì in giunta abbiamo assunto (leggi: rinnovato il contratto, ndr) le educatrici precarie anche per il 2007/2008» dichiara il primo cittadino, che «per correttezza», essendo in corso una delicata trattativa sindacale dietro le quinte, non dice di più. «L’intenzione di garantire il servizio con il eprsonale interno c’è: ricordo che l’adesione è volontaria, e alcune eductrici già hanno aderito, altre per solidarietà sindacale no». Sembra che dietro all’irrigidimento della posizione del Comune riguardo ai benefici per chi presta il servizio possa esservi il pasticciaccio scoperchiato dall’indagine della Corte dei Conti, e la conseguente indisponibilità dei dirigenti amministrativi a controfirmare provvedimenti che non siano più che "sicuri". Farioli smentisce comunque con veemenza i sospetti di favoritismi alle cooperative private, che subentrerebbero in caso di "sciopero" delle educatrici comunali: «Chi dice che vogliamo affidare il servizio a terzi mente sapendo di mentire» tuona, per poi promettere ai genitori di incontrarli fra un mese per stendere un programma che consenta, finalmente, di non ritrovarsi tra un anno di nuovo con l’acqua alla gola. Applausi, sipario. Si attendono sviluppi.
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