Circolo sott’acqua: ad ottobre risolti tutti i problemi
Al termine di una riunione durata oltre quattro ore, la ditta costruttrice si è impegnata ad intervenire per evitare in futuro ulteriori disagi
Una serie di disguidi, di problemi, segno che i lavori dell’ospedale di Varese non sono stati fatti a "perfetta regola d’arte".
Forse colpa della fretta? « Questi contrattempi, che da fuori sembrano fisiologici, – commenta il direttore generale dell’azienda ospedaliera Carlo Pampari – in una realtà come quella varesina, dove non esistono strutture alternative, era meglio evitarli».
Non si sbilancia oltre il dottor Pampari, ma assicura che l’ultimo allagamento, avvenuto pur per un’eccezionale pioggia, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Tanti, troppi piccoli episodi. È ora di dire basta, di intervenire seriamente per evitare che qualsiasi fastidio intralci ulteriormente l’attività. Il personale ha sopportato molti disagi, anche per loro vogliamo mettere un punto fermo».
E il punto fermo è stato messo proprio quest’oggi, in una riunione fiume durata quattro ore dove, accanto alla dirigenza dell’azienda ospedaliera ( il dg, il direttore sanitario Zenoni, a sinistra nella foto, e quello amministrativo Tadiello) , sedevano i due responsabili tecnici interni, gli architetti Ciotti e Rossi ( nella foto rispettivamente al centro e a destra), e i rappresentanti della ditta costruttrice CMB, di quella addetta alla manutenzione Cofatech e di Infrastrutture Lombarde che ha diretto i lavori.
«Abbiamo avuto un confronto anche duro su tutti i punti in sospeso – assicura Pampari – e abbiamo ottenuto che si intervenga con opere risolutrici entro la fine di settembre».
I problemi aperti sono quelli del "gomito" nel sistema pluviale che si è sbicchierato e che andrà rinforzato, insieme a tutti gli altri punti delicati, con tiranti, ma anche quelli delle infiltrazioni e che riguardano guaine, impermeabilizzazioni e pozzetti da rivedere: «Sono vizi occulti che non si potevano rilevare – spiega ancora il direttore generale – per cui la ditta interverrà a sue spese».
I punti problematici rimangono quello del piano interrato ma anche la cardiologia dove un’infiltrazione ha provocato il cedimento del controsoffitto all’inizio del mese: «I danni alla struttura sono tutti a carico dell’azienda – Stiamo valutando se ci sono stati problemi indiretti, sull’attività di assistenza. In quel caso ci rivarremo anche per quelli».
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