Mense: “Troppi i bambini non regolarmente iscritti”

L'assessore Tomassini lancia l'allarme sul servizio di refezione nelle scuole elementari, chiedendo maggior coordinamento tra gli istituti

«Gestire a mensa anche gli alunni non iscritti al doposcuola è diventato insostenibile per l’amministrazione comunale: è ora di mettere a freno questa tendenza». È quanto dichiara Patrizia Tomassini (a destra nella foto), assessore ai Servizi educativi del comune di varese.

Secondo la legge regionale 31/1980, il comune si deve occupare del servizio di refezione sia nei giorni in cui l’orario scolastico prevede il rientro al pomeriggio che in tutti gli altri, quando è l’amministrazione cittadina che organizza il doposcuola nei vari istituti. A Varese, i destinatari sono i quasi 3400 bambini delle scuole elementari, che effettuano il rientro pomeridiano dalle 2 alle 4 volte settimanali. Il doposcuola, invece, è un modo per andare incontro ai genitori che lavorano, un esempio del “tempo pieno” riportato alla ribalta dal ministro Fioroni, con l’obiettivo di far socializzare ed educare i bambini, supportandoli nell’apprendimento ma stimolando, al tempo stesso, la loro crescita come individui.

Un servizio offerto dal comune che prevede l’utilizzo di educatori professionali, 50 nella città di Varese, i quali si trovano oggi ad affrontare un problema: per legge, il rapporto tra bambini e assistenti deve essere di 25 a 1 ma in realtà, durante il turno della mensa, questo rapporto è nettamente superato, e la situazione diventa ingestibile. Molti genitori lasciano infatti i propri figli a scuola per il pranzo senza averli iscritti al doposcuola, andandoli a riprendere subito dopo la fine del servizio mensa. Questo provoca un numero di bambini nelle sale adibite alla refezione nettamente superiore a quello previsto dall’amministrazione comunale in sede di assegnazione degli educatori prima dell’inizio dell’anno scolastico. Risultato? Nei giorni senza rientro pomeridiano ci sono, ad usufruire del servizio refezione, 817 bambini invece dei 500 iscritti regolarmente. L’assessore, preoccupato della situazione, lancia l’ultimatum: «Fino al 12 ottobre accetteremo tutti i bambini, ma dal 15 ottobre solo gli iscritti al servizio del doposcuola potranno usufruire del servizio mensa».

I bambini non regolarmente iscritti al doposcuola non potranno più fermarsi a pranzo a scuola, quindi, se non nei giorni in cui è previsto da programma il rientro dall’orario scolastico. «Non è cattiveria, ma siamo in una situazione in cui non c’è più una completa sicurezza per i bambini – commenta Sara Casarin, coordinatrice dei servizi educatiti e del doposcuola -; per questo sono ancora aperte le iscrizioni, anche se dipende da scuola a scuola il numero dei posti ancora disponibili. Anche perché, per quest’anno, il vincolo di spesa del bilancio non ci permette di assumere nessun nuovo educatore». Il servizio del doposcuola è aperto a tutti i bambini delle elementari e il suo costo, differenziato in 4 fasce di cui una gratuita, arriva ad un massimo di 60 euro. Il pranzo alla mensa, che tra l’altro ha un indice di gradimento alto tra i "piccoli" consumatori, va dall’essere gratis al costare 4,30 euro: un pasto economico, e lasciare il bambino a mangiare a scuola e andarlo a riprendere subito dopo, magari perché si finisce alle 14 di lavorare, diventa una tentazione per molte famiglie.

L’Amministrazione comunale è però pronta a sostenere ogni iniziativa degli istituti, ai cui dirigenti chiede però un maggior coordinamento in sede di pianificazione degli orari dei rientri: «Non è possibile che quasi tutte le scuole elementari di Varese abbiano messo il rientro al lunedì pomeriggio – dichiara Giuseppe D’Amanzio, dirigente dei servizi educativi -; questa situazione ci crea problemi tecnici in relazione al limitato spazio che abbiamo a disposizione per il servizio refezione». Pianificare meglio i rientri pomeridiani, non pensando più solo al singolo istituto ma tenendo in considerazione l’intero sistema scolastico varesino, ipotizzando anche dei doppi turni nelle mense: di questo si discuterà lunedì nell’incontro coi dirigenti scolastici. Intanto però, i genitori sono avvisati: i bimbi non iscritti al dopo scuola, da oggi, dovranno tornare a casa a mangiare.

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Pubblicato il 28 Settembre 2007
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