Scuole varesine: stangata sulle famiglie
Dal Ministero è giunto l'elenco dei plessi che non hanno rispettato i tetti di spesa. Aumenti fino al 60 per cento in alcuni istituti della provincia
Aumenti consistenti. Il Ministero fa scattare un’indagine conoscitiva. L’Antitrust si attiva per capirne di più. Anche la Guardia di Finanza ci ha voluto mettere il naso.
La questione "caro libri" sta tenendo banco. Di nuovo: «Sono ormai due o tre anni che il problema della spesa per i libri di testo si ripresenta puntuale all’inizio dell’anno. E per noi dell’Ufficio scolastico, la questione si trascina sino ad ottobre» spiega Antonio Lupacchino, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale.
Anche nella nostra provincia le scuole "colpevoli" sono tante, anzi, quasi tutte magari solo con una sezione. Gli "sforamenti" dei tetti di spesa, però, sono stati anche pesanti: in tre scuole si è arrivati a pagare i libri di testo il 59% in più del dovuto. A parte questi casi limite, comunque, ci sono almeno dieci scuole che hanno registrato aumenti tra il 40 e il 47%, una ventina le sezioni che hanno chiesto un esborso tra il 30 e il 40% in più del dovuto. E poi ci sono stati aumenti più contenuti, sotto il venti per cento. Al Ministero nulla è sfuggito, nemmeno l’aumento del 10,25% ( contro il limite massimo del 10%).
Anche quest’anno, quindi, dagli uffici di via Copelli sono partite le richieste di chiarimento per lo sforamento dei tetti di spesa: «Attendiamo le spiegazioni. Il Ministero pone dei limiti, che si possono superare del 10% dietro giustificazione. Gli istituti lavorano in autonomia e, quindi, per noi non è semplice intervenire. Comunque, una volta stabilita l’illegittimità della spesa, noi possiamo raccomandare il rispetto delle regole, ma niente di più».
Per contenere la stangata di inizio anno, alcune scuole si sono attrezzate: «Ci sono alcuni esempi di gestione "oculata" che stanno facendo proseliti – commenta ancora il dottor Lupacchino – È il caso dell’Itc Tosi di Busto: qui l’acquisto dei libri è centralizzato, attraverso la cooperativa studentesca che tratta direttamente con le case editorali ottenendo sconti consistenti. In questo modo si gestiscono i rincari. Anche il liceo artistico di Busto Candiani ha adottato un sistema simile»
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