Quando il posto per la bicicletta è un miraggio
Secondo Legambiente, Wwf e Fiab nelle stazioni dei treni lombarde servirebbero almeno 34000 nuovi posti per le biciclette e una ciclostazione in ogni città
A Varese e provincia si parla tanto di bike sharing, piste ciclabili e mondo della bicicletta in generale a nove mesi (quasi) esatti dai Mondiali 2008. Legambiente, in collaborazione con Fiab e Wwf, ha analizzato la rete ferroviaria lombarda ed ha pubblicato un dossier molto circostanziato sullo stato delle stazioni. Il risultato è poco lusinghiero: servirebbero almeno 34 mila nuovi posti per le biciclette e una ciclostazione in ogni città. Gli ambientalisti hanno battuto a tappeto tutte le 288 stazioni lombarde scattando una fotografia di quei luoghi dove la bicicletta incontra il treno, e portando alla luce tutta la fatica del ciclista che deve parcheggiare il proprio mezzo a due ruote nei pressi di una stazione. Attualmente le stazioni dispongono di 9441 posti di parcheggio dedicati alle bici, sono invece pressochè assenti le ciclostazioni: poca cosa se si vuole veramente investire nel mezzo di trasporto meno inquinante che esista, la bicicletta appunto. Una miglior accoglienza delle bici da parte delle stazioni, secondo le associazioni ambientaliste, è in grado di aumentare (si stima tra il 50 e il 70%) il numero di viaggiatori serviti dalle ferrovie regionali.
A Varese e provincia, tra lo scarso livello di modernità delle stazioni e i progetti futuri con rinnovamenti in cantiere, la situazione non è rosea. Soprattutto le località potenzialmente turistiche (Luino, Porto Ceresio, Laveno, Sesto Calende e Parco del Ticino) dovrebbero, secondo il rapporto ambientalista, essere integrate da iniziative e servizi, tutti da costruire e che dovrebbero essere finanziati da associazioni ed enti locali: mancano ad esempio piste ciclabili sul Lago Maggiore, realizzate invece sul lato piemontese. Per Varese città, dove i posti sono solo 60, sarebbe auspicabile il noleggio bici, in considerazione dell’adiacenza dei capolinea degli autobus e della stazione delle Ferrovie Nord. Legambiente, Ciclocittà e altre associazioni stanno avviando un progetto per gestire un laboratorio di manutenzione e recupero partendo dalle biciclette: stanno cercando un capannone o un vano adeguato (100/200 mq), il cui sbocco naturale sarebbe la gestione di un parcheggio custodito, noleggio bici, punto informativo per la mobilità urbana e via dicendo. A Busto Arsizio e Gallarate mancano parcheggi e collegamenti con i binari.
Lo sforzo che le associazioni chiedono alle Ferrovie, ma anche agli enti locali, è quello di un miglioramento sostanziale dell’offerta rivolta ai pendolari che raggiungono in bici le stazioni. Qualcosa in Regione si muove: a Bergamo, dove secondo Legambiente, Fiab e WWF servirebbero 300 nuovi bici-parcheggi, è stata fondata da poco l’associazione Pedalopolis con lo scopo di creare e gestire una ciclostazione. Un altro esempio di impegno verso la promozione della bicicletta arriva dalla stazione ovest di Treviglio dove l’amministrazione comunale si sta apprestando a realizzare nuovi posti bici oltre ad una ciclostazione in cui verranno gestiti progetti di bike-sharing: «La bicicletta è il miglior alleato delle stazioni ferroviarie – dichiarano Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, Luigi Riccardi, direttore generale di Fiab e Paola Brambilla, presidente WWF Lombardia -, ne rappresenta il “feeder”, consentendo di raccogliere passeggeri entro un raggio di diversi chilometri senza generare traffico automobilistico né richiedere costose viabilità e parcheggi. Esiste una naturale reciprocità tra i due mezzi di trasporto, per questo è stupefacente che le stazioni accusino una così generalizzata mancanza di attrezzature per dare accoglienza ai pendolari bici-muniti».
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